Cronaca

Psicosi da meningite: corsa a fare il vaccino, code e boom di richieste

Pubblicato da
Domenico Coviello

Da Nord a Sud, anche dove non ci sono casi, tanti vanno alle Asl per vaccinarsi dal batterio. La dosi scarseggiano. Gli appelli alla calma si moltiplicano. Ecco perché non ci si deve far prendere dal panico

Telefonate all’Asl, richieste di appuntamenti dal medico di famiglia, ricerca affannosa di informazioni, code davanti ai portoni degli ambulatori. A Roma e in tutta Italia è ormai psicosi meningite. Nella capitale soprattutto. Dopo gli ultimi casi, a partire dalla morte di un paziente di Alatri, ricoverato al policlinico Umberto I (LEGGI ANCHE: MENINGITE, MUORE UN 50ENNE A ROMA. CHE FARE PER COMBATTERE L’INFEZIONE?), e da quello della maestra della Garbatella (LEGGI ANCHE: ALLARME A ROMA: MAESTRA ELEMENTARE MUORE DI MENINGITE. “MA NON C’È RISCHIO DI CONTAGIO”), molti romani hanno deciso di vaccinarsi per prevenire l’infezione. Il che è giusto. Basta non farsi prendere da paranoie immotivate.

TOSCANA, SITUAZIONE PARTICOLARE

Anche perché in tanti si sono spaventati per la situazione di emergenza in cui si trova la Toscana. Ma lì è un caso a parte. E da tempo la Regione ha messo a disposizione dei toscani la vaccinazione gratuita praticamente a tutte le età. Altrove non ha senso richiedere immediatamente la protezione contro il tipo di meningite più pericoloso, il meningococco di tipo C.

IL VACCINO VA A RUBA

Vero è che in Italia la richiesta di vaccini è schizzata verso l’alto a +130%, che le dosi, specie in alcune regioni, cominciano a scarseggiare. Ma anche che esiste ormai una vera e propria psicosi (LEGGI ANCHE: MENINGITE, È BOOM DI VACCINI (+130%). MA LA PSICOSI È FONDATA?). Lo dimostra il fatto che il vaccino sta andando a ruba anche dove non si è verificato alcun caso di malattia: Calabria, Puglia, Sicilia, Umbria.

APPELLO DALLA REGIONE LAZIO

Come riporta Corriere.it, Roberto Ieraci, responsabile del primo servizio di vaccinazione della Regione Lazio, rinnova l’appello alla ragionevolezza: «È giusto fare la profilassi ma non c’è fretta. Va bene prenotarsi anche per i prossimi mesi. La precedenza va data a bambini nel primo anno di vita e agli adolescenti che sono più esposti del resto della popolazione al rischio di contagio in quanto frequentano luoghi affollati, come scuola, discoteca, università».

COME SI TRASMETTE IL BATTERIO

Affinché il batterio responsabile della meningite si trasmetta è necessario un contatto molto stretto, ravvicinato e ripetuto. Non si diffonde nell’aria con lo starnuto, come il virus dell’influenza. Molti di noi ne sono portatori sani e questo non significa che possiamo contagiare chiunque ci passi vicino. È un germe pericoloso quando colpisce ma per fortuna non infetta con facilità.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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