Clima: #FridaysForFuture, gli studenti di oltre cento Paesi in piazza per salvare la Terra

Enorme il numero delle adesioni a “FridaysForFuture”, lo sciopero degli studenti di oggi venerdì 15 marzo. In tutto il mondo gli adolescenti scendono in piazza per difendere la Terra e protestare contro gli adulti che stanno distruggendo il clima.

La giornata di oggi passerà nella storia della lotta per il clima, con una sedicenne protagonista: Greta Thunberg (al centro con la treccia nella foto in alto), proposta per il Nobel per la pace. È lei la ragazza da cui è nato il nuovo movimento studentesco.

Francia e Italia sono i Paesi in cui è previsto il maggior numero di raduni. All’appuntamento di oggi hanno finora aderito movimenti di studenti in 106 Paesi diversi, con manifestazioni previste in 1.693 città ai quattro angoli del pianeta.

Da settimane il nuovo movimento degli studenti, trainato da Greta e da altri giovani leader ambientalisti, chiede a gran voce ai governi dei rispettivi Paesi politiche più incisive contro il riscaldamento globale.

In particolare per ridurre le emissioni di anidride carbonica, tra i principali gas serra. Lo sciopero salva-pianeta si preannuncia come un evento record: all’ultimo appello lanciato da Greta su Twitter quattro giorni fa (“Il 15 marzo lo sciopero nelle scuole continua. Abbiamo bisogno di tutti. Passa parola!”), stanno rispondendo sempre più movimenti e associazioni. 

Nelle ultime settimane gli studenti di 117 paesi hanno manifestato in 2.052 luoghi diversi. E per l’appuntamento di oggi numeri sono davvero impressionanti. L’Italia, con 235 raduni organizzati, è il Paese più attivo, prima di Francia (216), Germania (199), Stati Uniti (168), Svezia (129) e Gran Bretagna (111). In Europa la manifestazione del 15 marzo coinvolgerà gli studenti anche in Spagna (65), Portogallo (36), Belgio (31), Irlanda (31) e Finlandia (26).

Fuori dall’Ue e dagli Stati Uniti, i Paesi in prima linea sono Canada (54 raduni) e Australia (51). Molto significativa la partecipazione di diverse nazioni dell’America latina, tra cui Messico (28 raduni), Brasile (21), Argentina (18) e Cile (12).In Asia gli studenti più coinvolti sono quelli dell’India, con 29 proteste domani, mentre negli altri Paesi (Giappone, Nepal, Cina, Corea del Sud) la causa per il clima è risulta finora meno partecipata.

Photo credits: Twitter

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