Tav, Lega e M5S ai ferri corti. L’Italia rischia la crisi di governo

Alta tensione nel governo sulla Tav Torino-Lione in Val di Susa (Piemonte). Questo fine settimana fra oggi 9 e domani 10 marzo è decisivo: potrebbe precipitare la situazione politica. La maggioranza parlamentare Lega-M5S potrebbe dissolversi. Oggi 9 marzo a Torino in piazza i Sì Tav, capitanati dal presidente della Regione, il dem Chiamparino. “La crisi è già aperta”, dice il sottosegretario alla presidenza del consiglio (M5s) Stefano Buffagni.

Cosa stia succedendo è chiaro – parlando ieri 8 marzo alla presentazione del libro di Piercarlo Padoan e Dino Pesole Il sentiero stretto. -: non è che ci sia da aprire una crisi, la crisi è già aperta. Finalmente. I giornali nei giorni scorsi ne avevano scritto, noi dicevamo che non ne sapevamo niente. Adesso un po’ di difficoltà c’è, lo diciamo apertamente”.

Ma il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, assicura: “Col buonsenso si risolve tutto. Nessuna crisi di governo e nessuna nostalgia del passato, lavoriamo per unire e per dare lavoro, sviluppo e futuro all’Italia”.

A stretto giro, ribatte il leader M5s, Luigi Di Maio: “Voglio solo che si rispetti il contratto e non si faccia cadere il governo, questo è buon senso: pensare che c’è ancora molto da fare”. Un botta e risposta che si è svolto nel corso di tutta la giornata, ieri 8 marzo, tra i due vicepremier. E, sui possibili rinvii della decisione a dopo le elezioni europee di maggio, il ministro ha sottolineato che “il tunnel sarà lì anche l’8 giugno, la scelta va fatta”. 

Replica Di Maio: “Quando su tre, due la pensano in un modo, io e Conte, poi non decide solo uno, altrimenti avremo problemi in futuro”. Commentando le parole di Di Maio che aveva definito irresponsabile lo stesso Salvini dopo le sue dichiarazioni di giovedì sera, il vicepremier leghista ha affermato: “Io irresponsabile? No, sono coerente e poi Luigi parlava ai suoi. Comunque non mi scandalizzo, ho sempre lavorato per riavvicinare le posizioni, devono partire i bandi per la Tav, a me interessa quello”.

“Questo Governo andrà avanti, sono contento di quanto ha fatto in questi nove mesi e ci sono ancora tante cose da fare”, ha aggiunto Salvini, ribadendo che “la Lega non firmerà nessun provvedimento per bloccare l’opera: bisogna scegliere, non si può sempre rimandare”. Ma per il vicepremier 5Stelle, il weekend sarà di lavoro. “Sto lavorando insieme ai tecnici per far sì che questo risultato vada in porto”.

“Noi abbiamo le soluzioni tecniche per evitare di vincolare i soldi degli italiani. L’obiettivo è che ci sia un accordo, la questione è politica. È chiaro che stiamo parlando di qualcosa di più grande che è il destino del governo, inevitabilmente sarà un weekend di lavoro”. “Se parliamo dei soldi degli italiani da investire per un’opera in cui ci si dice che sono più costi che i benefici allora prima ridiscuti l’opera e poi vincoli soldi”, aggiunge Di Maio.

Interviene il Comité Lyon-Turin: “Stop alla farsa. Uno studio dell’Ue che sottolinea tutti i vantaggi della Lione-Torino è firmata dagli stessi esperti che hanno realizzato l’analisi costi/benefici molto negativa per il Movimento 5 Stelle in Italia”. E, in un tweet, allega un articolo sulle ultime rivelazioni sul caso Ponti, che boccia la Tav in Italia e la promuove in un dossier per Bruxelles.

Matteo Salvini e Luigi Di Maio pronti entrambi a un passo indietro per agevolare la nascita di un nuovo governo. Mentre continua la trattativa sul programma entrambi i leader si dicono disponibili a una rinuncia in prima persona.

Photo credits: Twitter

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