Cronaca

Ferimento di Manuel, i due arrestati in silenzio davanti al Gip. “Volevano uccidere”

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Domenico Coviello

Sono rimasti in silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari. Questo il risultato dell’interrogatorio a Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano. Si tratta dei due giovani di Acilia (Roma) che hanno sparato al nuotatore azzurro Manuel Bortuzzo, 19 anni, la notte di sabato scorso a Roma in piazza Eschilo. Bortuzzo, promessa del nuoto italiano, è rimasto paralizzato alle gambe, quasi certamente a vita.

“TENTATO OMICIDIO PREMEDITATO”

I due ventenni, rei confessi in questura, una volta giunti davanti al magistrato, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il gip Costantino De Robbio, che ha convalidato il fermo, contesta a Marinelli e Bazzano il reato di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione. E li ha mandati in cella.

L’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE

“La ricostruzione del fatto in termini di tentato omicidio appare inconfutabile allo stato”, ha scritto il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare con cui ha disposto il carcere per i due aggressori di Bortuzzo. “Essendo stati esplosi numerosi colpi di arma da fuoco verso le parti vitali della vittima – prosegue il Gip -, con evidente intento di ucciderla e non di ferirla”. 

“NON HANNO DETTO TUTTA VERITA’…”

Secondo il magistrato i due hanno ammesso ogni responsabilità rilasciando però “dichiarazioni che appaiono del tutto inverosimili”. E fornendo una “ricostruzione del movente” la quale appare “gravemente lacunosa” al di là “dell’ostinata reticenza sul dante causa dell’arma (dichiaratamente rinvenuta per strada)”. A non convincere il gip è anzitutto “la circostanza che vedrebbe Marinelli invitare l’amico a tornare sul luogo dove era appena stato aggredito per reagire, luogo dal quale a detta loro erano appena scappati, nonché sulla circostanza che lo stesso Marinelli avrebbe preso la pistola di nascosto da Daniel che poi non avrebbe nemmeno chiesto all’amico dove aveva preso l’arma nei tre giorni successivi al fatto”.

“LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI NON CONVINCE”

Secondo il gip De Robbio, “appare dunque evidente che i due, una volta appreso dagli organi di stampa del ritrovamento dell’arma con (verosimilmente) le impronte di Marinelli abbiano deciso di costituirsi provando a circoscrivere la responsabilità al solo sparatore, senza riuscire a fornire però una ricostruzione dei fatti minimamente convincente“.

“SONO DUE SOGGETTI PERICOLOSI”

Da qui la conclusione del magistrato “dell’assoluta pericolosità dei due indagati”. I quali, “dopo aver programmato un omicidio non riuscito per cause indipendenti dalla loro volontà, hanno poi ideato un piano tendente a garantire almeno parzialmente la loro impunità dimostrando la proclività al delitto e l’assoluta mancanza di resipiscenza”.

LA DIFESA DEGLI ARRESTATI

“Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano non hanno risposto alle domande del gip, perché quello che avevano da dire lo hanno già detto mercoledì sera in Questura“, ha spiegato il legale Giulia Cassaro uscendo dal carcere di Regina Coeli. “Stanno male per quanto hanno fatto, come hanno già dichiarato l’altra sera”, ha detto poi l’avvocata. Secondo quanto riferito alla polizia da un residente di piazza Eschilo, dopo aver sparato alla promessa del nuoto Manuel Bortuzzo, i due hanno gridato: “E ora questa piazza è nostra”.

ROSOLINO E SALVINI IN VISITA A BORTUZZO

Dal canto suo il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è arrivato all’ospedale San Camillo di Roma. Così ha potuto fare visita al giovane nuotatore Manuel Bortuzzo. L’atleta azzurro è ancora ricoverato in terapia intensiva. Una pallottola lo aveva colpito alla schiena, nella notte fra sabato e e domenica 3 febbraio. Ieri, 7 febbraio, invece, a fare visita a Manuel è stato l’ex campione azzurro di nuoto Massimiliano Rosolino.

Daniele Bazzano (sin.) e Lorenzo Marinelli (des.). Foto da Facebook

Photo credits: Twitter / Facebook

Domenico Coviello

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