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Venezuela, incubo guerra civile. Germania e Spagna contro Maduro

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Domenico Coviello

Sono almeno 26 le vittime e quasi 300 i feriti in Venezuela. Questo il frutto dei violenti scontri che da giorni devastano le strade di Caracas e di diverse altre città. Il grande Paese latinoamericano è nel caos. La contesa fra il presidente Nicolás Maduro e l’autoproclamato presidente, il 35enne Juan Guaidò, continua. Lo spettro della guerra civile avanza.

Dopo l’autoproclamazione di Guaidò, Maduro, sostenuto dagli Trump, resiste. E forte dell’appoggio dei militari e dei giudici non cede, caccia gli americani dal Paese. E chiama in piazza i suoi sostenitori. Guaidò ha offerto un’amnistia a chiunque voglia tornare all’ordine, compreso lo stesso Maduro.

Gli Usa chiedono la convocazione di un Consiglio di Sicurezza. Intanto all’Organizzazione degli Stati americani (Osa), solo 16 Paesi su 35 appoggiano una mozione a sostegno di Guaidò, mentre Berlino valuta il riconoscimento del leader dell’opposizione. La Spagna fa sapere che riconoscerà Guaidò se Maduro non consentirà al più presto elezioni che rispettino standard democratici.

Sul caos in Venezuela, interviene anche l’alto commissario dell’Onu per i Diritti Umani Michelle Bachelet. La ex presidente del Cile vuole un’inchiesta sul presunto uso eccessivo di forza da parte della polizia durante le proteste. Guaidò che su Twitter aggiorna costantemente gli endorsement di leader e ministri di altri Paesi, tra cui il retweet delle parole di Matteo Salvini, ha inviato un nuovo messaggio ai venezuelani.

Le prossime ore – ha detto Guaidò – sono cruciali, non abbandonatemi. Perché io darò la mia vita se possibile per la libertà del mio amato Venezuela. Non temo il carcere. Perché di fatto già mi hanno catturato. Siamo tutti ostaggi di un governo assassino e indolente che non è disposto a mettere la vita del popolo prima dei propri interessi”.

Sono estremamente preoccupata per il fatto che la situazione in Venezuela possa rapidamente sfuggire al controllo con conseguenze catastrofiche“, ha detto Bachelet. L’Alto commissario Onu per i Diritti Umani ha chiesto al governo del Venezuela di “porre fine alla situazione disastrosa” che attraversa il paese. “Più di 3 milioni di venezuelani hanno lasciato il paese, e molti altri milioni vivono in condizioni miserabili”, ha detto Bachelet in un comunicato. E ha aggiunto: “Cos’altro ci vuole perché la leadership politica si decida a porre il benessere del popolo prima del loro interesse particolare?”.

Gli Stati Uniti intanto hanno ritirato alcuni diplomatici per motivi di sicurezza. Ma l’ambasciata americana resta aperta. “Seguiamo molto da vicino la situazione del Venezuela, vediamo cosa succederà”, ha detto il presidente Donald Trump. Il presidente ha parlato della situazione a Caracas con i giornalisti alla Casa Bianca. Maduro ha dato ai diplomatici americani tempo fino a domenica prossima 27 gennaio per lasciare il Paese.

Come detto il governo tedesco invece “sta valutando” di riconoscere Guaidò come capo di Stato del Venezuela. Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, a Berlino, in conferenza stampa. “Il Venezuela ha bisogno di nuove elezioni libere”, ha continuato Seibert. E “Maduro non può pretendere di essere il presidente dal momento che le ultime elezioni non hanno soddisfatto gli standard democratici”. “L’auspicio è che l’Europa parli a una voce su questa crisi democratica ed economica catastrofica”.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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