Un libro sul comodino di Alessandro Meluzzi e Margherita Lepore

Quale ruolo ha il Vaticano circa la scomparsa nell’abisso del nulla di Emanuela Orlandi, la figlia 15enne di un messo pontificio di Giovanni Paolo II? È oltre Porta Sant’Anna che si nascondono – da 35 anni! – i mandanti di un’eliminazione concertata dalle alte sfere ecclesiastiche? Oppure quella del delitto tutto interno alle mura leonine è, in fondo, solo una delle tante ipotesi elaborate per vendere più giornali?

È dagli enigmi del più grande e irrisolto dei misteri d’Italia che muove il libro Fantasmi in Vaticano – i misteri di Emanuela Orlandi (Editrice Il Torchio, Padova). Un’opera scritta a quattro mani da Alessandro Meluzzi (psichiatra, criminologo, saggista e volto noto della televisione da molti anni) e Margherita Lepore (psicologa clinica e di comunità presso l’Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo).

Obiettivo del libro: avvicinarsi il più possibile alla verità. Tentare, in altre parole, di raccontare come andarono realmente le cose. Un’impresa titanica. E per certi aspetti, a nostro avviso, ormai disperata. Che però gli autori affrontano di slancio e con puntiglio al tempo stesso. La tensione al vero senza escludere alcuna pista, e la ricerca dei dettagli di una vicenda non solo altamente drammatica ma oggettivamente molto complessa, da inserire poi in un mosaico di senso compiuto, animano lo scritto del professor Meluzzi e di Margherita Lepore.

Caso Emanuela Orlandi, spunta un dossier shock: "Oltre 483 milioni spesi dal Vaticano per allontanarla"

Immersi a capofitto in una storia che ha incrociato il terrorismo internazionale, la banda della Magliana, banchieri e alti prelati spregiudicati, spie e terroristi, preti ambigui, cardinali reticenti e papi silenti, gli autori provano a esplorare vie meno battute. Facendosi largo a poco poco, ma con determinazione, nella giungla di decenni di indagini giudiziarie, inchieste giornalistiche, depistaggi senza precedenti. E giungono, ad esempio, a un possibile “sentiero” verso il vero: quello indicato nel 2012 dalla figura più carismatica e popolare dei sacerdoti esorcisti italiani: padre Gabriele Amorth.

Il quale in alcune dichiarazioni alla stampa, riportate in Fantasmi in Vaticanofece riferimento al caso Orlandi per asserire che “quella parte minoritaria che dentro le sacre mura lavora per il male e non per il bene può aver preso il sopravvento“. Per padre Amorth quello di Emanuela fu un brutale delitto a sfondo sessuale. “Può sparire una ragazza così vicina a un luogo che dovrebbe essere santo come è il Vaticano? – si chiedeva l’esorcista -. Purtroppo sì. Perché Satana è ovunque. Satana attacca i sacerdoti e le persone che si sono consacrate a Dio, soprattutto. Perché colpire un sacerdote significa trascinare all’inferno tante altre persone“.

Una lettura anche religiosa della vicenda Orlandi, in una chiave dagli echi escatologici, che è solo una delle piste esplorate da Meluzzi e Lepore alla ricerca della verità. E così gli autori si spingono oltre. Davvero al limite dell’incredibile. Non si può escludere matematicamente, infatti, che Emanuela sia ancora in vita in quanto che non è mai stata ritrovata. E non esistono prove certe della sua morte. Non è neppure accertata inequivocabilmente la falsità presunta di un dossier ritrovato in Vaticano in cui si tratteggiano cifre e spese “folli” per il mantenimento di Emanuela oltreconfine, almeno negli anni ’90. Non resta che affidarsi alla citazione in apertura di Fantasmi in Vaticano. Di Gesù, dal Vangelo di Matteo: “Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto“. Dà la cifra del libro. Difficile immaginare un più forte incoraggiamento a cercarla sempre e comunque, la verità. Qualunque essa sia.

Alessandro Meluzzi

Photo credits: Twitter

 

 

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