Migranti Sea Watch in 8 Paesi fra cui l’Italia. Ma Salvini non ci sta. Scoppia la polemica

AGGIORNAMENTO ORE 14:23 – Durissimo il ministro degli Interni, Matteo Salvini, che attacca: “L’Europa si propone di accogliere altri immigrati cedendo ai ricatti di scafisti e ong e questo rischia di diventare un enorme problema”. Le dichiarazioni sono state rese oggi 9 gennaio a Varsavia, in conferenza stampa con il collega Joachim Brudzinski. “Che siano otto o ottantotto migranti, io non autorizzo nessuno a entrare in Italia“. E aggiunge, rivolto al premier: “Conte manda un aereo a prenderli? Io l’aereo lo uso per altre cose“.

 

Il premier maltese Joseph Muscat ha annunciato il via libera all’accordo europeo sui migranti delle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye, da settimane in mare con 49 persone in balìa del Mediterraneo. Malta trasferirà sulle proprie navi i migranti che saranno redistribuiti tra otto paesi Ue, tra cui l’Italia. La notizia è riportata dalle principali agenzie di stampa. “L’operazione per trasferire i migranti sulle navi delle nostre forze armate – ha detto Muscat – inizierà il prima possibile”.

Gli 8 paesi che contribuiranno al ricollocamento dei migranti a bordo della Sea Watch sono, secondo quanto riferito da Muscat, Germania, Francia, Portogallo, Irlanda Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia. L’intesa è arrivata anche a seguito della svolta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte rispetto alla linea dura del “io non mollo” di Matteo Salvini. “C’è un limite al rigore“, ha detto il premier in tv e ha annunciato ieri che l’Italia è pronta ad accogliere almeno donne e bambini.

La situazione grave riguarda non solo i 49 migranti a bordo delle navi Sea Watch e Sea Eye ma anche altre 249 persone che da dicembre sono a Malta. Parigi e Berlino riceveranno 50 persone ognuna a patto che anche gli altri Paesi membri partecipino. Altri 10 andrebbero in Portogallo, 6 in Olanda e 6 in Lussemburgo, e anche la Romania è pronta a riceverne qualcuno. L’Ue ipotizza di trasferire solo chi può avere asilo. Ma la soluzione non trova d’accordo Salvini: “Non cambio idea, non sbarca nessuno”, dice. “Allora manderò un aereo”, taglia corto Conte. E in serata di ieri nuova replica di Salvini: ‘Conte va a prenderli in aereo? Mah…’.

“Non cambio e non cambierò mai idea: un cedimento significherebbe riaprire le porte al traffico di esseri umani. Chi vuole salvare vite deve bloccare gli scafisti e le ong che con la loro presenza aiutano lo sporco lavoro degli scafisti”. Lo dice il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in diretta Facebook. Dunque nessuno “arriverà mai con il consenso mio e della Lega. E se qualcuno, anche all’interno del governo, accetterà di cedere alle imposizioni di scafisti, trafficanti e Ong, non farà un buon servizio a quelle persone”.
“Mi si parla di evento eccezionale, ma in Italia si arriva in aereo con ong serie e condizioni serie, se si scappa veramente dalla guerra. Non ci saranno ulteriori strappi alle regole, né per uno né per cento”, afferma Salvini.

Vorrà dire che non li faremo sbarcare, li prenderò con l’aereo e li riporterò”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Porta a porta, replicando al vicepremier Matteo Salvini che torna a dire no agli sbarchi dei migranti fermi al largo di Malta. “L’Italia – ha detto il premier Conte – ha assunto una posizione di rigore, forte, una svolta rispetto al passato. Ma è stata chiara e strutturata: nella gestione dei flussi occorre approccio strutturato. La delusione è forte, verso l’Europa. Tutti hanno una verità, la nostra verità è che contrastiamo i trafficanti”. “Questo è un caso eccezionale, con donne e bambini da oltre due settimane in mare: io non volendo tradire la linea di coerenza del governo, penso che il sistema Italia possa sopportare poche donne e pochi bambini. Ed è contrario a qualsiasi principio separare padri e figli. Salvini esprime una linea condivisa dal governo ma se marchiamo nel segno dell’eccezionalità un intervento di questo tipo, la linea del governo non può essere tacciata di incoerenza”.

Photo credits: Twitter

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