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Indonesia, tsunami dopo eruzione vulcano: “Allarme fuori uso da anni”. Si teme un nuovo disastro

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Domenico Coviello

25 DICEMBRE, NATALE, ORE 11:34 – È salito a 429 morti il drammatico bilancio dello tsunami che ha colpito tre giorni fa le isole indonesiane di Giava e Sumatra. I feriti sono oltre 1.400. Lo rende noto il portavoce dell’Agenzia indonesiana per i disastri, Sutopo Purwo Nugroho, aggiungendo che i dispersi restano al momento 128.

AGGIORNAMENTO ORE 14:54 – Secondo i dati riportati dal sito dell’Ansa sale 373 il numero dei morti accertati. Sarebbero 128 i dispersi e 1459 i feriti.

Natale tragico in Indonesia, dove oggi 24 dicembre, alla vigilia della festa, sale il bilancio dei morti: si contano almeno 281 vittime e oltre mille feriti. Tutti travolti dal muro d’acqua alto 20 metri dello tsunami seguito all’eruzione del vulcano Krakatoa. La devastazione è avvenuta sabato 22 dicembre.  Lo tsunami ha colpito le spiagge 24 minuti dopo l’eruzione del vulcano che lo avrebbe scatenato. 

E dal grande Paese asiatico arriva una notizia sconvolgente: il sistema di allarme nelle zone devastate dallo tsunami “non è operativo dal 2012”. L’area fra le isole di Giava e Sumatra, è la zona più colpita. Scarsità di fondi, atti di vandalismo e problemi tecnici costituirebbero l’intreccio di cause che, sommate insieme, hanno prodotto l’inattività, da anni, dei meccanismi di allarme.

Lo ha denunciato il portavoce dell’agenzia per la gestione dei disastri, Sutopo Purwo Nugroho.  Intanto si aggrava il bilancio delle vittime: i morti sono almeno 281, oltre mille i feriti. I soccorritori continuano le ricerche dei dispersi sotto la pioggia e si teme che ci possano essere altri eventi sismici e tsunami. “Il numero delle vittime e dei danni continuerà a salire”, ha ribadito il portavoce della protezione civile. Centinaia di edifici sono stati distrutti dall’onda di 20 metri generata dal vulcano e che ha colpito la costa sud di Sumatra e quella est di Java.

Il presidente indonesiano Joko Widodo si recherà nelle zone del disastro. Intanto il “figlio del Krakatoa”, il vulcano Anak, continua a eruttare e le autorità indonesiane hanno invitato anche oggi la popolazione e i turisti a stare lontani dalle spiagge nel timore che possa verificarsi una seconda devastante onda di tsunami. Lo riferiscono i media locali. Sono almeno 600 le abitazioni distrutte, 9 hotel severamente danneggiati: gli sfollati sono quasi 12.000.

Photo credits: Twitter

ARCHIVIO – Indonesia, erutta il Krakatoa e arriva lo tsunami: centinaia di morti. Band travolta sul palco 

Sono almeno 168 i morti, 30 i dispersi e 745 i feriti. Questo il bilancio dello tsunami che ha colpito la costa attorno allo stretto della Sonda, tra le isole indonesiane di Giava e Sumatra, sabato 22 dicembre. Con un muro d’acqua alto circa 20 metri, lo tsunami ha danneggiando centinaia di costruzioni tra cui diversi alberghi. Secondo l’Agenzia di meteorologia e geofisica indonesiana le onde anomale potrebbero essere state causate da frane sottomarine seguite a un’eruzione di Anak Krakatau, un’isola vulcanica formatasi nel corso degli anni dal vicino vulcano Krakatoa (nella foto in alto).

L’onda di tsunami ha fatto strage tra gli impiegati della compagnia statale Pln, riuniti per celebrare la fine dell’anno. Lo riferiscono i media locali. Le immagini (nel video) mostrano l’onda devastante che si abbatte sul palco dove una band rock, i Seventeen, stava suonando per l’evento: il bassista è rimasto ucciso insieme al manager, altri 4 componenti del gruppo risultano tra gli oltre 80 dispersi nella tragedia.

All’evento partecipavano almeno 260 persone: i morti accertati sinora sono 14, almeno 89 i dispersi.”L’acqua ha spazzato via il palco, che era molto vicino al mare”, afferma la band in un comunicato citato da Cnn Indonesia.”Abbiamo perso i nostri cari, incluso il bassista e il manager, gli altri sono dispersi”.

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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