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Di Maio infuriato cancella un comizio a Corleone: ecco perché

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Domenico Coviello

Luigi Di Maio cancella il suo appuntamento a Corleone dopo che il candidato sindaco M5s, Maurizio Pascucci, ha affermato di voler “aprire il dialogo con i parenti dei mafiosi”. È accaduto venerdì 23 novembre. “Lo Stato deve stare attento a non avvicinarsi mai, neppure con la propria immagine, a quella gente” afferma il vicepremier dopo aver visto anche la foto dello stesso candidato con Salvatore Provenzano, nipote del defunto boss Bernardo Provenzano.

POSSIBILE L’ESPULSIONE DI PASCUCCI

Le famiglie che meritano dialogo e vicinanza sono quelle delle vittime della mafia, quelle che hanno subito un lutto per mano dei mafiosi. Quelle sono le famiglie a cui vogliamo bene” mette in chiaro Di Maio che continua: “Andremo avanti nella lotta alla criminalità organizzata che si combatte con la lotta alla corruzione, proprio come abbiamo fatto con il ddl anticorruzione”. Ma non basta. Perché Luigi Di Maio ha chiesto ai probiviri di avviare il procedimento disciplinare per Maurizio Pascucci: “Secondo me, vista la gravità, merita il massimo della sanzione cioè l’espulsione dal Movimento 5 Stelle“. Lo annuncia Luigi Di Maio stesso in un post. “Qualora qualcuno della lista fosse eletto, gli verrà subito ritirato il simbolo” aggiunge.

DI MAIO, MESSAGGIO VIDEO

In un video postato su Fb Di Maio spiega il cambio di programma: “sono arrivato a Palermo da poco e come saprete stasera era previsto il mio comizio a Corleone per la chiusura della campagna elettorale delle comunali. Non andrò a Corleone e non parteciperò al comizio finale: mi dispiace” ma continua “arrivato a Palermo ho visto la notizia che il nostro candidato M5s ha detto che vuole aprire al dialogo con i parenti dei mafiosi. Dichiarazione che fa il paio con una foto con il nipote del boss Provenzano. Ora io sono sicuro che quella foto sia stata fatta in buona fede ma lo stesso non si può accettare: una foto comunica qualcosa anche involontariamente. Noi i voti di quello lì non li vogliamo e non corriamo il rischio che un ministro della Repubblica vada lì dopo tutto questo”.

“LA FOTO? CON PARENTI CHE PRENDONO DISTANZE DAI MAFIOSI”

C’è dunque anche l’ipotesi estrema del ritiro di Maurizio Pascucci, candidato del M5s, dalla corsa a sindaco di Corleone (Pa). “Vedremo, mi confronterò con il meetup e con il parlamentare di riferimento del territorio e decideremo se e come proseguire”, dice Pascucci ai cronisti. “La scelta di fare la foto – ha evidenziato Pascucci – con il nipote di Provenzano era stata condivisa col meetup e con il parlamentare di riferimento del territorio Giuseppe Chiazzese“. “Con la foto volevamo trasmettere il messaggio che i parenti dei mafiosi che prendono le distanze dai proprio congiunti non possono essere esclusi dalla comunità. Evidentemente il messaggio è stato male interpretato”. 

LA REPLICA: “SONO ONESTO, NULLA A CHE FARE CON QUELL’ALTRO…”

Mi alzo alle 5 con mia moglie per aprire il bar. Ma Di Maio che ne sa? Perché non veniva qui? Io lavoro e basta. Siamo brava gente, non abbiamo nulla a che fare con altro“. Così ha replicato all’Ansa Salvatore Provenzano, titolare del bar York e marito della nipote del boss defunto Bernardo Provenzano, che appare con il candidato sindaco del M5s a Corleone Maurizio Pascucci nella foto che ha mandato su tutte le furie il vice premier Di Maio. Salvatore Provenzano aggiunge: “Due anni fa ho avuto una emorragia celebrale, ho problemi di deambulazione al braccio, ma nonostante questo lavoro 18 ore al giorno”. E ancora: “Ho ricevuto decine di telefonate, il mio cellulare ha squillato in continuazione; qui a Corleone mi conoscono tutti e ho ricevuto tanta solidarietà dalla gente”. Salvatore pensa ai suoi figli: “Lavoro per loro, mi dispiace per Pascucci, è una brava persona”. 

Maurizio Pascucci (d.) con Salvatore Provenzano

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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