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Casalino e l’audio shock: le dure parole di Tria che fanno arrabbiare i Cinque Stelle

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Domenico Coviello

Rocco Casalino torna al centro della polemica per il famoso audio shock. È stato Giovanni Tria, il ministro dell’Economia che ha replicato scatenando la rabbia del Movimento 5 Stelle. Come si ricorderà, l’ex concorrente della trasmissione “Il Grande Fratello” è stato autore del famigerato audio shock con le minacce più o meno velate che avevano preceduto la messa a punto del Def e della manovra economica, lo scorso mese di settembre.

LE PAROLE DI TRIA

In un’intervista a Famiglia Crisitiana in uscita oggi 25 ottobre, Tria formalmente non commenta le parole di Casalino contro i tecnici del Mef “rei” di ostacolare l’applicazione del contratto tra Lega e M5S. Ma al tempo stesso fa capire brutalmente il suo pensiero sul portavoce del premier. “Non desidero commentare volgarità e minacce contro funzionari dello Stato, specie se questi ricoprono una funzione di garanzia e indipendenza universalmente riconosciuta e prevista dall’ordinamento”, ha detto il ministro dell’Economia, “In ogni caso sono grato alle strutture tecniche del mio ministero per la professionalità, dedizione e lealtà istituzionale con cui operano”.

RABBIA M5S

Parole che scatenano, infatti, l’ira del Movimento 5 Stelle: “L’audio rubato al portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino, è un’altra vergognosa pagina di giornalismo”, dicono dallo staff pentastellato. “Quelle parole erano dette in privato e tali dovevano rimanere. Non si trattava affatto di minacce ma il portavoce riportava quella che è la linea del Movimento 5 Stelle, perché tutto il Movimento è convinto che alcuni tecnici del Mef non svolgono il proprio ruolo con indipendenza e professionalità. Ci sorprende che il ministro Tria invece di fare valutazioni di merito e pulizia nel suo Ministero li difenda a prescindere“. Alla fine è dovuto intervenire Giuseppe Conte in persona a difendere a spada tratta il suo portavoce: “Non ho nulla da aggiungere rispetto a quanto affermato un mese fa. Già in quell’occasione ho espresso piena fiducia al mio portavoce Rocco Casalino“, ha detto il premier.

L’AUDIO SHOCK DI CASALINO

“Se non si trovano i soldi per il reddito di cittadinanza, noi del M5S ci dedicheremo a far fuori una marea di gente del ministero dell’Economia per tutto il 2019″. Furono queste le parole del portavoce del premier Giuseppe Conte, nel corso di una conversazione con un misterioso interlocutore registrata all’interno di un bar. Il responsabile della comunicazione di Palazzo Chigi aveva rivolto frasi molto pesanti nei confronti del ministero retto da Giovanni Tria: “Non ce ne frega niente, sarà una cosa ai coltelli…“. Secondo quanto riportarono La Repubblica e Il Giornale, non si trattava di un’intercettazione ma di una vera e propria “dichiarazione di intenti”, rilasciata a un interlocutore che non interviene mai, volta alla diffusione. Nell’audio Casalino dichiara infatti: “Se vuoi far uscire una cosa simpatica, scrivi che nel Movimento è pronta la mega vendetta“. “Ormai si è capito che Tria c’entra relativamente – prosegue il portavoce di Conte – ma al ministero c’è una serie di persone che è lì da decenni, che proteggono il solito sistema e non ci fanno capire dove si possono trovare nel bilancio questi 10 miliardi del c…”. Casalino era finito di recente nella bufera anche per un altro motivo: il suo stipendio da portavoce del presidente del Consiglio e capo della comunicazione a Palazzo Chigi. Con i suoi 169 mila euro lordi all’anno – era l’accusa – guadagnerebbe di più dello stesso premier Giuseppe Conte.

Il ministro Tria. In alto, Rocco Casalino

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

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