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Legittima difesa, si entra nel vivo. Giulia Bongiorno: “Se il ladro è in casa sì alla pistola…”

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Redazione Velvet

Legittima difesa, è ormai conto alla rovescia per la discussione in Senato sul testo base della legge, dopo che Giulia Bongiorno, Matteo Salvini e Alfonso Bonafede sono intervenuti a più riprese sul tema. Secondo quanto spiega il sito dell’agenzia di stampa politica e parlamentare Publicpolicy.it, il relatore e presidente, Andrea Ostellari (Lega), potrebbe presentare infatti entro venerdì prossimo 5 ottobre le normative proposte, dopo la discussione in commissione Giustizia. Non più di due settimane fa proprio la ministra della Pubblica istruzione, Giulia Bongiorno, aveva dichiarato alla trasmissione Agorà su RaiTre il suo appoggio a una nuova normativa sulla legittima difesa.

“Sì, chi sta dentro casa, se sente dei rumori e qualcuno che si muove nell’abitazione, non può fare indagini – aveva detto Giulia Bongiorno -. Nell’incertezza può difendersi. Quello che dico è che chiunque entri in casa altrui per rubare o per uccidere ne accetta le conseguenze“. La dichiarazione di Bongiorno, durante la trasmissione Agorà, che di fatto è un appoggio chiaro alla linea dura del ministro dell’Interno Matteo Salvini, era giunta a seguito della domanda se sia giusto sparare contro chi sta entrando dentro una casa per commettere reati. Le posizioni all’interno della maggioranza del governo Lega-M5S non sono però allineate. Anzi, il ministro Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha rivendicato una sorta di primazia sull’argomento della legittima difesa, quasi replicando a stretto giro alla stessa Bongiorno e a Salvini: “La competenza è mia“, ha dichiarato il ministro pentastellato. Lo stesso titolare della Giustizia aveva poi bacchettato il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Francesco Minisci, secondo cui con la riforma della legittima difesa “si rischia di legittimare l’omicidio” e di “fondare una giustizia fai da te”. “Una frase sbagliata e molto generica”, ha commentato Bonafede. “Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati ha tutto il diritto di esprimere perplessità, ci mancherebbe – ha proseguito – ma la frase è generica e non dice nulla del testo”.

Photo credits: Twitter

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