Di Maio shock, evoca la crisi: “Reddito di cittadinanza nel Bilancio o il Governo…”

È atteso fra meno di un mese il varo della nuova legge di Bilancio e Luigi di Maio evoca la crisi di Governo se il reddito di cittadinanza non sarà previsto nella normativa più importante per un Esecutivo, quella con cui ogni anno il Parlamento dà il via libera alle spese pubbliche. Il Movimento cinque stelle alza la voce. Mentre emergono ulteriori dettagli sul provvedimento, il vicepremier Luigi Di Maio avverte in tv a Carta Bianca: “Il reddito di cittadinanza deve entrare nella legge di bilancio. O C’è o c’è un grave problema per questo governo. Noi lo facciamo, agli italiani abbiamo fatto una promessa”. Di Maio ha fatto queste dichiarazioni esplosive l’11 settembre, nella giornata in cui la Lega, dopo un vertice al Viminale, ha spiegato la propria proposta sulle pensioni: si stanno ancora facendo i calcoli ma la richiesta è quella di arrivare alla famosa ‘quota 100’ fissando il paletto dell’età non a 64 anni ma a 62, da accompagnare da “quota 41 e mezzo”.

Altro capitolo citato dal vicepremier leghista Matteo Salvini, quello della “pace” fiscale che si rivolgerà “a chi ha fatto la dichiarazione dei redditi” ma non può pagare e che invece “correrebbe a pagare” se il conto fosse “il 10%”, comunque “non un regalo”. Le stime di gettito, viene riferito, sono ancora in corso ma si dovrebbero superare i 15 miliardi, spalmati su più anni. La manovra, come ha ricordato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, metterà comunque le basi per realizzare le priorità per l’intera legislatura e sul fronte fiscale riguarderà anche le famiglie, non solo gli autonomi o le imprese che investono. I redditi medi soffrono di una pressione fiscale “troppo alta”, afferma il ministroPer la flat tax, o più semplicemente riforma fiscale, bisogna quindi guardare alla massa delle tax expenditures, troppe e confusionarie, mentre per il reddito di cittadinanza lo spazio si potrebbe trovare partendo dalle risorse del reddito di inclusione varato dal precedente Governo (Gentiloni) e delle altre forme di sostegno al reddito “aggiungendo qualcosa in più”

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