Febbre del Nilo: aumentano le vittime, cresce l’allarme. Le regole per prevenire il contagio

Sono almeno 6 nella zona di Ferrara le persone uccise del virus della Febbre del Nilo, detto West Nile, portato dalle zanzare. L’ultimo decesso il 4 settembre. La vittima è un uomo di 77 anni, di Biella. Il bilancio, da poco più di tre mesi, parla di 15 casi di contagio. Sette persone sono ancora ricoverate, in gravi condizioni. Due sono state dimesse. Ma bisogna stare all’erta in tuta Italia. Ecco come riconoscere i sintomi ed evitare il peggio.

I FOCOLAI IN EMILIA ROMAGNA

La notizia è riportata in un articolo del Resto del Carlino, a firma di Mattia Sansavini. Il virus attacca il sistema nervoso e può essere letale. Esisterebbero, secondo alcuni esperti, le possibilità concrete di una condizione endemica in tutto il Delta del Po. Cioè clima subtropicale e, di conseguenza, presenza anticipata delle zanzare vettore. Il dato è confermato anche dal sistema regionale di sorveglianza dell’Emilia-Romagna, che è una zona particolarmente colpita. La trasmissione del killer invisibile è legata alla presenza del vettore costituito dalla zanzara del genere Culex, da sempre molto diffusa nel territorio che si allunga tra i rami del Delta.

COME SI TRASMETTE IL VIRUS

Come sottolinea nel suo blog sul Fattoquotidiano.it il medico infettivologo Francesco Spinazzola, il virus della Febbre del Nilo è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). In Europa e in Italia viene segnalato sempre più spesso. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare – più frequentemente del tipo Culex, la comune zanzara nostrana, notturna, non la zanzara tigre -, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette.

I SINTOMI

Il virus può avere, nei casi più gravi, conseguenze mortali. Secondo il medico infettivologo Francesco Spinazzola, l’evoluzione clinica in forma grave si associa a una sofferenza di vari organi e a un interessamento elettivo del sistema nervoso centrale, a tipo meningo-encefalite. Nei pazienti più giovani e nei piccoli in genere la malattia si manifesta in maniera meno importante, con sintomatologia scarsa e che si risolve in pochi giorni. Talora si associa a movimento febbrile e a modica linfadenopatia e a un rash cutaneo, come spesso avviene nelle infezioni virali.

COSA SI DEVE FARE

Che fare per prevenire il contagio? Conviene attenersi a semplici regole di comportamento, sintetizzate dagli autori anglosassoni con le quattro “D”: dusk, dress, deet e drainage. Cioè, nell’ordine: evitare la sosta presso zone umide o piscine al tramonto, indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe all’aperto, usare i repellenti a base di Deet comunemente in commercio, cambiare spesso l’acqua contenuta nei vasi in terrazzo o nelle ciotole per gli animali domestici, o nelle piccole piscine per i bambini.

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