La Biennale di Venzia 2018 pone al centro dell’attenzione la questione dello spazio ed il desiderio di creare uno spazio libero “Free space” dove l’architettura viene messa in discussione. L’evento si svolge tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale ed ospita 71 partecipanti e due sezioni dal titolo Close Encounter, meetings with remarkable projects che sviluppa nuove prospettive su progetti noti del passato e The Practice of Teaching, una riflessione su lavori che trattano il tema dell’educazione.
Un percorso d’educazione estetica che si svolge attraverso dieci stanze dell’Appartamento dei Principi di Palazzo Reale. Un’occasione imperdibile per comprendere il lusso come concetto situato in una dimensione storica di fusione tra cultura occidentale ed orientale grazie all’esposizione di oggetti tra l’antico ed il moderno, tra la tradizione e l’innovazione.
La mostra presenta i maestri dell’arte dell’Ukiyoe tra cui Hiroshige, Utamaro, Hokusai e Kuniyoshi ed espone alcune delle xilografie più significative che ritraggono il mondo della Geisha e degli Ōiran, i guerrieri samurai. L’esposizione propone anche stampe del teatro che raffigurano gli attori del teatro Nō e Kabuki e stampe paesaggistiche.
Il secondo appuntamento del ciclo Duel ospita l’artista messicano Jose Dávila, maestro della fusione tra arte scultorea ed architettura. L’artista propone un rapporto nuovo con la memoria collettiva attraverso la riscoperta di un mondo tangente come fuga da una realtà virtuale che propone un’arte riconoscibile e svuotata della propria identità.
Palazzo Venezia ospita per nove mesi il busto di San Lorenzo di Donatello, realizzato per il portale maggiore della Pieve di San Lorenzo risalente al 1440. Forse la più importante acquisizione del catalogo dello scultore fiorentino del quindicesimo secolo fondatore dell’arte scultorea del primo rinascimento.
L’esposizione presenta oltre trecento opere provenienti dai due siti archeologici di Ercolano e Pompei tra settecento e inizio novecento come lettere, taccuini acquerellati, litografie ed incisioni. Il museo propone anche alcuni ritrovamenti esposti per la prima volta come l’anello di re Carlo Borbone, la prima cartografia di Pompei del naturalista Fraçois de Paule Latapie ed il corpus dell’ingegnere Karl Jakob Weber di Pompei ed Ercolano.
Palermo ospita “Il più grande fotografo di guerra al mondo” come lo definisce la rivista inglese Picture post. La mostra espone oltre cento fotogafie di una delle più importanti figure del fotogiornalismo del XX secolo. È possibile ripercorrere le tappe più importanti della carriera di Robert Capa come lo sbarco in Normandia, la resistenza in Cina e la liberazione di Parigi. Al termine del percorso verrà proiettato anche il documentario diretto da Anne Makepeace In love and war.
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