Luca Varani torturato e seviziato per ore, Manuel Foffo condannato a 30 anni

Si è concluso oggi, 10 luglio 2018, il processo di secondo grado a carico di Manuel Foffo, accusato di aver ucciso, insieme a Marco Prato, dopo ore di sevizie e torture, il 23enne Luca Varani. La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha confermato la sentenza di primo grado, condannando Foffo a 30 anni di reclusione.

La Corte d’Assise d’Appello ha confermato oggi, 10 luglio 2018, la sentenza di primo grado nei confronti di Manuel Foffo, il giovane accusato di omicidio volontario, aggravato dalla crudeltà, per aver brutalmente ucciso Luca Varani. I giudici hanno quindi condannato l’imputato al massimo della pena prevista dal rito abbreviato, pari cioè a 30 anni di reclusione.

Stando alla ricostruzione dei fatti, ben esposta dalla Procura durante i diversi gradi di giudizio, l’omicidio di Luca Varani sarebbe stato premeditato. Ciò emergerebbe, secondo il procuratore generale, dai fatti avvenuti due giorni prima della brutale uccisione del 23enne, quando Marco Prato chiese ad un suo amico, Giacomo Donati, di portargli i tranquillanti. Inoltre, il giorno prima del delitto di Luca Varani, Manuel Foffo insieme a Marco Prato invitarono in quella casa Alex Marconi, un ragazzo al quale avevano detto di potergli offrire “regali” e vodka. Il giovane però, una volta arrivato nell’appartamento dell’orrore, respinse le avance sessuali di Prato che nel mentre gli offriva la cocaina, e di lì a breve lascio la casa. Per l’accusa queste sarebbero le prove che Manuel Foffo e Marco Prato stavano cercando una vittima. Il procuratore generale ha inoltre evidenziato come Foffo in questi anni non ha mai mostrato alcun rimorso per ciò che ha commesso.

Luca Varani venne massacrato il 4 marzo del 2016 nell’appartamento dove risiedeva Foffo, nel quartiere Collatino di Roma, dopo ore di torture e sevizie, al culmine di un festino a base di alcol e droga da parte di Manuel Foffo e di Marco Prato. Quest’ultimo, suicidatosi nel carcere di Velletri il giorno prima dell’udienza a suo carico, a differenza di Manuel Foffo, optò per il rito ordinario, ma non arrivò mai a processo.

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