Isis, video shock: “Ai Mondiali di Russia un grande massacro”

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L'Isis torna a minacciare i Mondiali di calcio in Russia con un video in cui promette

L’Isis torna a minacciare i Mondiali di calcio in Russia con un video in cui promette “un massacro come mai prima d’ora”. Non è la prima volta che in queste settimane i filmati della propaganda del terrore islamista prendono di mira la Russia paese ospitante dei campionati.

Nel filmato, diffuso dal tabloid inglese Daily Star, l’organizzazione terroristica mostra immagini di repertorio annunciando di volere “vendetta” nei confronti di Vladimir Putin e della Russia. Il filmato si conclude con una panoramica dello stadio di Sochi, in Russia, dove si svolgono i Mondiali, “sorvegliato” da un jihadista in tuta mimetica e mitra a tracolla e virtualmente colpito da esplosioni. Non è la prima volta che i terroristi minacciano di portare il terrore ai mondali di calcio. Meno di un mese fa un altro agghiacciante video dell’Isis era apparso in rete.

Le due superstar del calcio globale, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, comparivano in un fotomontaggio, diffuso attraverso il social network Telegram da gruppi pro-Isis, all’interno di uno stadio gremito di spettatori, mentre due miliziani tagliavano loro la gola. L’immagine era corredata dalla didascalia “il campo sarà pieno del vostro sangue”. Ci sono però anche altre immani terrificanti che circolano sui social media. Una seconda immagine che circola online mostra infatti un miliziano dell’Isis all’interno di uno stadio, con in mano il telecomando di un ordigno esplosivo e la scritta, “Fifa World Cup Russia 2018. La vittoria sarà nostra”.

Si è trattato di ulteriori, forti, elementi di allarme per le autorità di Mosca, incaricate di garantire la sicurezza dei Mondiali. Finora le forze dell’ordine del riconfermato presidente Putin non hanno perso tempo, concentrandosi però soprattutto sulle misure a garanzia della sicurezza dei tifosi. E hanno annunciato la creazione di una “polizia turistica”, un modo per il Paese di sanare anche la propria immagine in un contesto di tensioni diplomatiche.

Photo credits: Twitter