Omicidio Marilena Rosa Re shock: indagata la moglie di Clericò, lui nega ogni coinvolgimento

Dopo i recenti sviluppi che vedono iscritta nel registro degli indagati la moglie di Vito Clericò, l’uomo, reo confesso del delitto della promoter Marilena Rosa Re, ha contestato le accuse mosse verso la sua compagna di vita, negandone ogni coinvolgimento.

Il pensionato di Garbagnate, accusato dell’omicidio volontario ed occultamento di cadavere di Marilena Rosa Re, è tornato alla ribalta negando il coinvolgimento della moglie nel delitto della promoter di 58 anni di Castellanza, in provincia di Varese, madre di due figli e nonna, uccisa e decapitata il 30 luglio 2017. Recentemente gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati anche la moglie di Vito Clericò, Alba De Rosa. La 69enne, finora indagata a piede libero per sequestro di persona (accusa oggi archiviata, ndr), secondo la pm Rosaria Stagnaro, avrebbe avuto un ruolo nell’occultamento e nel depezzamento del cadavere di Marilena Rosa Re. La moglie di Clericò avrebbe inoltre aiutato il marito nel nascondere anche alcune prove fondamentali per le indagini, come l’arma del delitto (non ancora ritrovata, ndr), i vestiti e la borsa della vittima.

L’uomo però, come riportato da Valentina Rigano per Il Giorno, ha negato qualsiasi accusa nei confronti della moglie, specificando di aver ucciso Marilena Rosa Re da solo. Per circa tre lunghe ore il pensionato ha risposto alle domande della pm Stagnaro. L’uomo ha continuato a ribadire quanto confessato nel dicembre scorso, sostenendo di aver ucciso la donna non per denaro ma dopo averla sognata per tutta la notte: “Sono andato in affanno, per tutta la notte ho sognato Marilena che continuava a dire che mi avrebbe soffocato e che dovevo stare zitto, che non dovevo raccontare, che non dovevo parlare con nessuno. Ero assillato da quel sogno, da lei che mi diceva che non dovevo parlare”.

Per l’accusa però i due coniugi dovevano restituire a Marilena Rosa Re del denaro e la moglie di Clericò lo avrebbe aiutato nell’occultarne il cadavere, nascondendo l’arma del delitto e gli effetti personali della donna. Tornando sulla dinamica dell’omicidio, Clericò avrebbe rivelato alla pm che la decapitazione è avvenuta per sbaglio, andando contro il parere dei periti della Procura.

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