Rivelazione shock a Londra: “Elisabetta discende da Maometto”

Ripreso dal Times, un settimanale marocchino, Assahifa Al-Ousbouia, ha pubblicato uno studio secondo il quale la regina Elisabetta II è una discendente diretta del profeta Maometto. Una teoria che non è nuova. Ma che rischia di scatenare un putiferio.

La novità sta nell’intero albero genealogico che il giornale islamico ha pubblicato scatenando un interessante dibattito. Dibattito che ovviamente è giunto anche alla corte di Buckingham Palace, dato che il prestigioso Times ha ripreso la notizia citando in causa anche un noto storico del Regno, David Starkey. Lo studioso dice che non ci sono certezze, se non quella che la casa di Windsor ha sicuramente legami con la città spagnola di Siviglia.

Siviglia rappresenta il legame con il mondo islamico. L’attuale casa regnante inglese discende da Riccardo di Conisburgh, conte di Cambridge e nonno di re Riccardo III, vissuto in Inghilterra tra il XIV e il XV secolo. Il conte di Cambridge era figlio di Isabella di Castiglia, quest’ultima era nata da Pietro “il Crudele”, re di Castiglia e Leon fino al 1369. L’ipotesi torna in questo senso alla teoria dello studioso David Starkey, secondo cui l’ipotesi del legame fra Elisabetta e Maometto è affascinante e «non del tutto fuori luogo», anche se non è stato ancora provato con certezza.

A partire da questi personaggi si può risalire ad Abu al-Qasim Muhammad ibn Abbad, sovrano musulmano di Siviglia morto nel 1042. Quest’ultimo, a sua volta, discendeva da Hasan ibn Ali, nipote di Maometto perché figlio di Fatima, la figlia più giovane del Profeta. Stando allo storico Starkey, è indubbio che “i monarchi medievali spagnoli e le case reali islamiche erano molto vicine e completamente mescolate”. Il filo comune sarebbe dato da Zaida, una principessa musulmana cresciuta nell’anno Mille che scappò da Siviglia per diventare la moglie (o l’amante) di re Alfonso VI di Castiglia e la cui postera andò in moglie a Riccardo di Conisburgh, l’avo di Elisabetta.

La regina Elisabetta e il principe Filippo

Photo credits: Twitter

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