Vitalizi parlamentari: da Scalfari a Cicciolina, ecco chi rischia di perderli

Sono circa 2.600 i vitalizi degli ex parlamentari italiani, con assegni mensili che in qualche caso superano anche i 9-10 mila euro netti. Per un totale di circa 190 milioni di euro all’anno. Adesso rischiano di finire sotto la “ghigliottina” dei tagli ai costi della politica. Vediamo chi starebbe per perderli.

Si tratta di “vecchi” trattamenti calcolati con il metodo “retributivo”. Sotto l’impulso della vittoria dei Cinque Stelle alle elezioni del 4 marzo la Camera, ma probabilmente anche il Senato, potrebbero riscrivere le regole della materia nell’arco delle prossime settimane. Lo scrive Claudia Marin su Quotidiano.net. Non saranno colpite, invece, le pensioni o le quote di pensione maturate nella legislatura appena chiusa perché dal 2012, ma solo da quell’anno in avanti, vale già il calcolo basato sui versamenti (contributivo).

UN LIBRO CON CIFRE E DATI

A finire sotto tiro saranno ex politici eccellenti o di lungo corso, ma anche ex deputati o ex senatori di passaggio. Così come anche illustri sconosciuti, o sconosciute, nel caso di rendite di reversibilità trasferite a vedove e figli. La mappa più aggiornata, con elenco in appendice, è nel libro Orgoglio e pregiudizio di Primo Di Nicola (eletto senatore con i 5 Stelle) con Antonio Pitoni e Giorgio Velardi

Sono circa 2.600 i vitalizi degli ex parlamentari italiani, con assegni mensili che in qualche caso superano anche i 9-10 mila euro netti. Per un totale di circa 190 milioni di euro all'anno. Adesso rischiano di finire sotto la "ghigliottina" dei tagli ai costi della politica. Vediamo chi starebbe per perderli.

Ilona Staller, in arte Cicciolina (dal profilo Twitter @cicciolina_uff)

IL BABY PENSIONATO E IL RECORDMAN

Secondo Quotidiano.net, dai dati emerge anche il più giovane baby pensionato del Parlamento: Giuseppe Gambale, eletto con la Rete di Leoluca Orlando, che dal 2006, appena 42enne, incassa, con quattro legislature alle spalle, circa 4.800 euro netti mensili. Toni Negri, invece, con 64 giorni di legislatura effettivi e nove sedute assembleari, dall’elezione alla fuga, si sarebbe portato a casa oltre 2 mila euro netti per anni, fino alla sospensione nel 2016. Il recordman del vitalizio, però, rimane l’ex dc Publio Fiori, con circa 10.131 euro mensili netti. Ma non va male neanche per Eugenio Scalfari, con 2.269 euro mensili per essere stato a Montecitorio dal 1968 al 1972.

I VIP

Tra i nomi noti anche Gianni Rivera: quattro legislature e 5.200 mila euro di vitalizio; l’attrice Carla Gravina, un mandato alla Camera nelle file del Pci, e un assegno da 2.123; Ilona Staller, in arte Cicciolina, con 2.231 euro. E ancora: Ombretta Colli, più legislature, con 3.460 euro; e Gino Paoli, una legislatura e un mensile di 2.140 euro.

I VECCHI POLITICI

Folta la categoria dei politici. Ciriaco De Mita e Gerardo Bianco, Arnaldo Forlani e Paolo Cirino Pomicino, gli ex presidenti della Camera della Seconda Repubblica, come Gianfranco Fini, Fausto Bertinotti. E poi: Massimo D’Alema, Achille Occhetto, Walter Veltroni, Nichi Vendola. Tutti con assegni mensili oscillanti tra i 4 e i 5 mila euro mensili.

Un’immagine di Gino Paoli in concerto con Ornella Vanoni

Photo credits: Twitter; e Twitter /