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Reddito di Cittadinanza, sogno (proibito?) di tanti italiani: ecco cosa è

Pubblicato da
Domenico Coviello

In Italia un milione e 600 mila famiglie vive al di sotto della soglia di povertà, che vuol dire 4,7 milioni di persone. Sono dati ufficiali delle Nazioni Unite, di Eurostat e dell’Istat. Ecco da dove nasce l’esigenza e la problematica di un eventuale, futuro, “reddito di cittadinanza” che al momento nel nostro Paese non esiste, ma che il Movimento Cinque Stelle, se dovesse riuscire a guidare il nuovo governo dell’Italia, potrebbe voler realizzare come da sua proposta fin dal 2013.

ORA C’è IL REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE

Nel 2017 il Governo Gentiloni ha varato il Reddito di inclusione sociale che ha unificato le diverse misure di contrasto alla povertà già in atto. E durante l’ultima campagna elettorale sono emerse altre proposte, come il reddito di dignità del Centrodestra. Ma tra le misure di contrasto alla povertà di cui si è più parlato in questi anni c’è il Reddito di cittadinanza. E questo grazie alla proposta di legge 1148 del 2013 presentata al Senato dal Movimento 5 Stelle. Anche se la terminologia “Reddito di cittadinanza” è utilizzata in questo caso in maniera impropria.

COME FUNZIONEREBBE IL REDDITO DI CITTADINANZA

Secondo la spiegazione che del Reddito di Cittadinanza dà Marco Delugan su soldielavoro.soldionline.it, la proposta del Movimento 5 Stelle stabilisce una soglia minima che lo Stato deve garantire. chiede ai beneficiari di fare alcune cose: partecipare a corsi di formazione professionale, non rifiutare più di un numero prefissato di offerte di lavoro ed essere statisticamente poveri. Questa, e altre proposte simili, appartengono alla più ampia categoria del “reddito minimo garantito”, più che, appunto, a un vero e proprio reddito di cittadinanza per cui non dovrebbero esistere neppure tali minimi requisiti.

“QUESTE MISURE COSTANO TROPPO”

Da notare che pochi giorni fa appena dopo le elezioni che hanno consacrato i Cinque Stelle primo partito d’Italia, intervistato da Lilli Gruber a OttoeMezzo su La7, il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, notoriamente non ostile al M5S, ha sostenuto ciò che molti altri sostengono: “È chiaro che la proposta del M5s sul reddito di cittadinanza e quella della Lega sull’abolizione totale della legge Fornero sono impraticabili, – ha dichiarato Travaglio – perché costerebbero troppo“. “Ma qualcosa per queste categorie – ha poi sottolineato -, che sono le uniche sulle quali si è scaricato tutto il peso della crisi da parte dei governi che l’hanno gestita così male, Lega e M5s dicono di volerlo fare”.

 

Photo credits: Twitter

 

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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