“Helios, la leggenda del lupo”, una spy story di Marco Ronchetto

E’ in libreria il primo romanzo del giornalista e scrittore Marco Ronchetto, una spy story che racconta di un misterioso “tesoro” che potrebbe cambiare le sorti della Cristianità, di un sicario al servizio della fede cattolica, una conturbante ragazza muta e un lupo. Si intitola “Helios, la leggenda del Lupo”, e trasporta il lettore nel tredicesimo secolo tra Provenza e Piemonte.

E’ il primo romanzo del giornalista e scrittore Marco Ronchetto. Piemontese, quarantasette anni, laureato in lettere moderne, è appassionato di storia e del suo lavoro tra agenzie di stampa, quotidiani e settimanali  come Novella 2000. In passato si è occupato di cronaca giudiziaria e nera, alle quali ha poi aggiunto sport e spettacolo. Attualmente si occupa delle interviste ai personaggi dello showbiz per il mensile di PrsEdtore Ok Salute. Il volume si intitola “Helios, la leggenda del Lupo”, di Armando Curcio Editore.

E’ una spy story ambientata nel tredicesimo secolo, quel Medioevo delle eresie e della lotta tra papato e impero dove è in gioco la sopravvivenza della Romana Chiesa. Il protagonista è un personaggio oscuro: un assassino, un sicario al servizio della fede cattolica infiltrato a Montsègur, che è l’ultima roccaforte degli eretici catari ai piedi dei Pirenei. Il suo compito è quello di ritrovare il loro tesoro segreto, un bene che potrebbe portare a conseguenze nefaste per il mondo cristiano. Il criminale non è solo nella sua ricerca: con lui una serva, in realtà una misteriosa e affascinante ragazza muta, e un lupo. L’uomo deve guardarsi dai fedelissimi dell’Imperatore Federico II di Svevia, tra Francia del Sud e Italia settentrionale.

In quell’epoca di roghi dell’Inquisizione e di lotte per la supremazia tra papato e impero, la Chiesa di Roma combatte l’eresia con il ferro e il fuoco.Un colpo di scena dopo l’altro, in “Helios, la leggenda del Lupo” la realtà si intreccia con la finzione, snodandosi in un racconto dove niente, fino alla fine, è come sembra.

Photo credits: Press Office Marco  Ronchetto, Facebook Marco Ronchetto

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