Cronaca

Caso Guerrina Piscaglia: condannato a 25 anni di reclusione Padre Graziano

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Redazione Velvet News

Si apre il processo in appello per l’omicidio di Guerrina Piscaglia a carico di Padre Gratien. La difesa del religioso tenterà il tutto e per tutto per screditare la sentenza di primo grado che lo ha condannato a 27 anni di reclusione.

Si svolgerà quest’oggi, 14 dicembre 2017, la prima udienza del processo in appello contro Padre Gratien Alabi, accusato dell’omicidio di Guerrina Piscaglia, la donna quasi 50enne scomparsa da Ca Raffaello, il primo maggio del 2014. Il corpo della donna, ancora oggi, non è stato trovato. Dopo quasi un anno dalla sentenza di condanna di primo grado, emessa nell’ottobre del 2016, nei confronti del padre congolese, la difesa del religioso è pronta a dimostrare l’innocenza del proprio assistito davanti alla corte. Padre Gratien Alabi, ancora agli arresti domiciliari presso il convento dei padri Premostratensi di Roma, si presenterà con le sue gambe e senza scorta davanti alla corte d’appello del tribunale di Firenze, ciò grazie alla decisione presa dai giudici di accogliere la richiesta dei legali del religioso di poter lasciare arrivare il frate senza essere scortato né da agenti carcerari né da poliziotti.

Una fine misteriosa quella di Guerrina Piscaglia. La donna, allora quasi 50enne, aveva un figlio, Lorenzo, all’epoca dei fatti 24enne, avuto dal marito Mirco Alessandrini con il quale conviveva. Le battute di ricerca svolte nei mesi successivi alla scomparsa non hanno portato a nulla. Il 5 settembre del 2014 veniva ascoltato dal pm Marco Dioni il frate congolese della parrocchia frequentata assiduamente da Guerrina. Padre Gratien Alabi da semplice persona informata sui fatti diviene indagato per sequestro di persona e, dopo ulteriori indagini, viene arrestato con l’accusa di omicidio volontario e soppressione di cadavere.

I legali di Padre Gratien Alabi, gli avvocati Riziero Angeletti e Francesco Zacheo, sono convinti di poter ribaltare il verdetto di primo grado e chiedono di riaprire il dibattimento e di riascoltare tutti quei testimoni che erano stati ascoltati in incidente probatorio durante le indagini preliminari, mai tornati in aula. Primo fra tutti Padre Hillary Okeke che, come riporta La Nazione, fu il destinatario del famoso sms, principale pietra su cui è costruito il verdetto di primo grado. Riuscirà la difesa del Frate congolese a ribaltare la sentenza di condanna di primo grado in merito all’omicidio di Guerrina Piscaglia?

Aggiornamento ore 12:00: La sostituta pg Luciana Piras ha chiesto la conferma della condanna a 27 anni di reclusione, emessa il 24 ottobre 2016 dalla Corte di Assise di Arezzo, nei confronti di Padre Gratien Alabi, accusato della morte di Guerrina Piscaglia. Padre Gratien, come riporta l’Ansa, è presente in aula ed ha raggiunto il Palazzo di Giustizia in taxi, in compagnia del suo legale Riziero Angeletti.

Aggiornamento ore 14:00: Riprende nel pomeriggio l’udienza del processo d’Appello a carico di Padre Gratien Alabi, dopo la requisitoria delle parti civili durata più di due ore, ed ora toccherà alla difesa del religioso e già in serata potrebbe arrivare la sentenza d’appello.

Aggiornamento ore 17:50: La Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha condannato Padre Gratien Alabi a 25 anni di reclusione per l’omicidio di Guerrina Piscaglia. Con questa condanna la corte ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado, che aveva inflitto una pena al religioso congolese di 27 anni.

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