Cronaca

La pizza patrimonio dell’umanità Unesco. Napoli pazza di gioia: tranci per tutti

Pubblicato da
Domenico Coviello

 “L’arte del pizzaiolo napoletano è patrimonio culturale dell’Umanità Unesco”. L’annuncio è del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina su Twitter. Napoli è in festa. Apertura straordinaria sin dalle 8 per alcune tra le pizzerie storiche della città, da Brandi, a via Chiaia, dove si narra che sia nata la pizza margherita, a Sorbillo, nel cuore del centro storico. Pizza per tutti a colazione e per il resto della mattinata, anche nella variante fritta, per celebrare l’ambito riconoscimento atteso dal 2010.

“Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo”, sottolinea. Dopo 8 anni di negoziati internazionali, a Jeju, in Corea del Sud, voto unanime del Comitato di governo dell’Unesco (L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) per la candidatura italiana, riconoscendo che la creatività alimentare della comunità napoletana è unica al mondo.

Per l’Unesco, si legge nella decisione finale, “il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale.

I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da “palcoscenico” durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in “un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti – prosegue ancora la motivazione del conferimento Unesco -. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”.

Subito dopo la proclamazione, in sala è scoppiato un lungo e fragoroso applauso che ha festeggiato il successo italiano a lungo atteso, e molti dei delegati presenti sono venuti ad abbracciare i rappresentanti italiani che nella lunga notte del negoziato finale hanno stretto in mano un cornetto napoletano porta fortuna, rosso come tradizione impone.

 

Photo credits: Twitter, Facebook

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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