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Gerusalemme, scoppia l’intifada dopo l’annuncio di Trump. Scontri violenti e oltre 100 feriti [FOTO]

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Domenico Coviello

Gerusalemme est, Gaza e la Cisgiordania sono in fiamme. Hamas chiama all’intifada contro la decisione Usa di riconoscere la città santa capitale di Israele, e i palestinesi rispondono. Risponde però anche lo Stato ebraico. E scoppia la violenza. Barricate e lancio di pietre da una parte; gas lacrimogeni e proiettili di gomma dei militari dall’altra. Si contano al pomeriggio del 7 dicembre almeno 114 feriti, secondo il quotidiano israeliano Maariv.

TORNA L’INFERNO DEL CONFLITTO INFINITO

“Facciamo appello per una nuova intifada contro l’occupazione e contro il nemico sionista, ed agiamo di conseguenza”: ha scandito in un infuocato discorso videotrasmesso da Gaza Ismail Haniyeh, il leader politico di Hamas, la formazione che controlla la Striscia. Numerose nelle strade della città le manifestazioni di protesta contro gli Stati Uniti. “Il riconoscimento di Gerusalemme quale capitale di Israele è una dichiarazione di guerra nei nostri confronti“, ha aggiunto Naniyeh.

SCIOPERO CONTRO ISRAELE

Le autorità palestinesi hanno proclamato lo sciopero generale in Cisgiordania, a Gerusalemme est e a Gaza per protesta contro le decisione del presidente Usa Donald Trump su Gerusalemme. Già ieri notte, secondo la stessa fonte, ci sono state manifestazioni spontanee di protesta a Gerusalemme, Ramallah, Betlemme e anche nella Striscia.

ALTRI STATI SEGUIRANNO L'”ESEMPIO” USA?

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è tornato intanto a felicitarsi con Donald Trump per il riconoscimento di Gerusalemme quale capitale di Israele (“Ha legato per sempre il suo nome con la storia della nostra capitale”) e ha rivelato che altri Paesi potrebbero seguire il suo esempio. “Siamo in contatto con altri Paesi affinché esprimano un riconoscimento analogo – ha detto il premier in un discorso al ministero degli Esteri – e non ho alcun dubbio che quando l’ambasciata Usa passerà a Gerusalemme, e forse anche prima, molte altre ambasciate si trasferiranno. È giunto il momento”.

BATTAGLIONI NEI LUOGHI DELLA RIVOLTA

“In seguito ad un esame della situazione da parte dello Stato maggiore, è stato deciso che un certo numero di battaglioni saranno inviati come rinforzo in Giudea-Samaria (Cisgiordania)“, ha reso noto il portavoce militare israeliano. Le forze armate hanno messo in stato di allerta anche altre unità, ha aggiunto, “per far fronte a possibili sviluppi” legati alle proteste palestinesi per il riconoscimento Usa di Gerusalemme come capitale di Israele.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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