Cronaca

“Gran pezzo di merda ti massacro…”: l’audio shock della mafia inviato a un giovane cronista siciliano [AUDIO, VIDEO]

Pubblicato da
Domenico Coviello

Violentissimo audio messaggio – che qui vi riproponiamo – contro il giornalista siciliano Paolo Borrometi, 34 anni, già costretto a una vita sotto scorta per le sue coraggiose inchieste contro lo strapotere dei clan mafiosi. A inviarlo al cronista, che il 19 novembre lo ha reso pubblico sui social e sul suo sito web LaSpia.it, Francesco De Carolis, pluripregiudicato e fratello di Luciano De Carolis, ritenuto (e già condannato) uno degli “elementi di spicco del clan Bottaro-Attanasio di Siracusa”.

LA FNSI: QUEL MAFIOSO VA FERMATO

“Ormai i violenti e i pregiudicati ritengono di poter continuare ad ‘assestare’ pubblicamente le loro ‘testate’ contro i cronisti e contro chiunque voglia contrastare mafie e corruzione – scrive al Federazione nazionale della Stampa in un comunicato – Francesco De Carolis, fratello di Luciano, già condannato e considerato dai giudici ‘elemento di spicco’ del clan Bottaro-Attanasi di Siracusa, ha inviato un messaggio audio al cronista Paolo Borrometi, già costretto ad una ‘vita sotto scorta’, minacciando di pestarlo a sangue per aver ‘osato’ raccontare e documentare fatti e misfatti del clan. La Fnsi non solo è solidale con Paolo Borrometi, ma ritiene doveroso che l’autore delle minacce sia fermato e messo in condizione di non nuocere più né ai cronisti né a chi vorrebbe vivere senza mafie e mafiosi”.

MINACCE GRAVISSIME: “TI MASSACRO…”

Queste alcune delle violente minacce contenute nell’audio pubblicato da Borrometi, che lavora anche per l’agenzia di stampa AGI, indirizzate da De Carolis al giornalista: “Gran pezzo di merda, carabiniere, appena vedo di nuovo la mia faccia, di mio fratello, in un articolo tuo ti vengo a cercare fino a casa e ti massacro. E poi denunciami sta minchia, con le mani non c’è il carcere, pezzo di merda te lo dico già subito”. Paolo Borrometi ha scritto su LaSpia.it articoli d’inchiesta per raccontare e descrivere gli affari mafiosi a Siracusa e i boss in libertà, fra cui proprio De Carolis, già condannato per associazione mafiosa, omicidi e droga. Negli ultimi tempi a Siracusa sono state collocate sei bombe carta ed è stata bruciata l’auto del sindaco, Giancarlo Garozzo.

SCICLI, IL COMUNE DI “MONTALBANO SONO…”

Quelle contenute nell’audio pubblicato da Paolo Borrometi sono soltanto le ultime minacce pesantissime in ordine di tempo che il cronista ha subito, a seguito della sua attività di inchiesta sulla realtà della mafia a Siracusa. Una sua inchiesta giornalistica, pubblicata sulla testata online LaSpia.it, ha contribuito, riporta Wikipedia, allo scioglimento del comune di Scicli, meglio conosciuto come il palcoscenico a cielo aperto della fiction televisiva Il commissario Montalbano per infiltrazioni mafiose.

Photo credits: Twitter; video credits: You Tube / Paolo Borrometi

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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