Cronaca

Silvio Berlusconi sotto inchiesta per le stragi di mafia del 1993

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Redazione Velvet News

Svolta clamorosa all’avvio della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2918. Silvio Berlusconi si ritrova di nuovo indagato, con Marcello Dell’Utri, nell’inchiesta sui mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993, che colpirono Firenze, Roma e Milano.

La notizia è riportata da Repubblica, in un articolo a quattro mani di Salvo Palazzolo e Franca Selvatici. La procura di Firenze, scrivono i due cronisti, ha già ottenuto dal giudice delle indagini preliminari la riapertura del fascicolo, archiviato nel 2011. Obiettivo: passare al setaccio le parole pronunciate in carcere dal boss mafioso di Palermo Giuseppe Gravianointercettato dai pubblici ministeri palermitani del processo “Trattativa Stato-mafia” mentre parlava dell’ex presidente del Consiglio. E anche  dell’ex senatore di Forza Italia, il quale si trova in carcere per scontare una condanna definitiva a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

“MI HA CHIESTO QUESTA CORTESIA…”

Berlusconi mi ha chiesto questa cortesia, per questo c’è stata l’urgenza“, avrebbe detto Graviano, il padrino condannato per le stragi, al suo compagno dell’ora d’aria, il camorrista Umberto Adinolfi. Era il 10 aprile dell’anno scorso, le telecamere della Dia spiavano il braccio del 41 bis del penitenziario di Ascoli Piceno. “Lui voleva scendere, però in quel periodo c’erano i vecchi – insisteva Graviano, che è in carcere dal 1994 – lui mi ha detto: ci vorrebbe una bella cosa“.

LA REPLICA DEI LEGALI

E ancora: “Trent’anni fa, venticinque anni fa, mi sono seduto con te, giusto? Ti ho portato benessere. Poi mi è successa una disgrazia, mi arrestano, tu cominci a pugnalarmi. Per cosa? Per i soldi, perché ti rimangono i soldi…”. Parole che il legale di Berlusconi, l’avvocato Nicolò Ghedini, ha bollato come “illazioni e notizie infamanti prima del voto, non avendo mai avuto alcun contatto il presidente Berlusconi né diretto né indiretto con il signor Graviano”. Nell’intercettazione “Graviano non dice Berlusconi, ma ‘bravissimo’“, sostiene il legale di Dell’Utri, Giuseppe Di Peri. Ma i super esperti nominati dalla Corte d’assise danno ragione alla procura. “Graviano parla di Berlusconi”. I giudici avevano convocato il boss delle stragi al processo di Palermo, per chiedere a lui direttamente. Ma Graviano ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.

Photo credits: Twitter, Facebook

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