Skip to content
Velvet News

Velvet News

Tutto su attualità, cronaca, politica, cultura e hi-tech!

  • Cultura e Spettacolo
  • Cronaca
  • Politica
  • Mondo
  • Interviste
  • Home
  • 2017
  • Ottobre
  • 30
  • Mafia, il boss ordina al figlio: “Uccidi tua sorella, sta con un carabiniere…”. Ma il ragazzo si ribella
  • Cronaca
  • Primo Piano

Mafia, il boss ordina al figlio: “Uccidi tua sorella, sta con un carabiniere…”. Ma il ragazzo si ribella

Redazione Velvet News 30/10/2017
Mafia, il boss ordina al figlio: "Uccidi tua sorella, sta con un carabiniere...". Ma il ragazzo si ribella

La figlia del boss mafioso di Bagheria, Pino Scaduto, arrestato oggi 30 ottobre in un’operazione antimafia, avrebbe avuto una relazione con un maresciallo dei carabinieri e per questo il padre di lei avrebbe ordinato al figlio di ucciderla. Il giovane però ha reagito all’ordine disumano del padre.

“Tua sorella si è fatta sbirra“, diceva il boss mafioso siciliano al figlio. Ma il giovane, 30 anni, temeva di finire in carcere. “Io ho 30 anni e non mi consumo per lui“, diceva ad un amico intercettato dai carabinieri. Nell’operazione “Nuova alba”, che stamane 30 ottobre ha portato all’arresto di 16 persone, sono state ricostruite anche diverse estorsioni ai danni di imprenditori edili tra Bagheria e Altavilla.

L’operazione antimafia in corso è rivolta contro presunti esponenti del mandamento mafioso di Bagheria. I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, con l’ausilio di unità cinofile e di un elicottero, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 16 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento di custodia cautelare riguarda Pietro Liga, Antonino Virruso, Francesco Speciale, Giacinto Di Salvo, Salvatore Zizzo, Vito Guagliardo, Damiano D’Ugo, Vincenzo Urso, Andrea Lombardo, Michele Modica, Giovan Battista Rizzo, Giovanni Trapani, Francesco Lombardo, Andrea Carbone e Nicola Marsala. Nessun imprenditore ha denunciato i ricatti del pizzo, secondo quanto scrive Repubblica.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Pino Scaduto era stato scarcerato lo scorso aprile dopo essere stato arrestato nell’operazione Perseo del 2008. Secondo gli inquirenti avrebbe cercato di riprendere il comando della cosca di Bagheria. Il boss è adesso di nuovo in cella, assieme ad altri quindici presunti affiliati. Nel 1983, riporta Repubblica, il boss dell’Acquasanta Antonino Pipitone fece uccidere la figlia Lia per il sospetto di una relazione extraconiugale, mentre un anno prima, un altro mafioso vicinissimo a Totò Riina, Giuseppe Lucchese, aveva fatto uccidere la sorella, il marito e l’amante per il sospetto di un triangolo amoroso. Cinque anni dopo, Lucchese uccise la cognata. “Si diceva che erano donne troppo libere”, ha raccontato il pentito Gaspare Mutolo.

Roma, evasione dal carcere di Rebibbia: in tre si calano con un lenzuolo

Photo credits: Twitter, Facebook

Continue Reading

Previous: Lunedì 30 ottobre, le prime pagine dei giornali
Next: Detrazioni fiscali ai pendolari per bus e treno, Iva, bonus verde. Ecco tutte le novità fiscali

Articoli recenti

  • Tragedia a Torino: un bus turistico precipita dal ponte di piazza Vittorio Veneto, l’autista perde la vita
  • La straordinaria corsa di un calciatore verso la vittoria finale
  • Tragedia a Spoleto: uomo confessa l’omicidio della moglie e minaccia il suicidio dal ponte
  • Milano estende le zone rosse e introduce nuove aree: il rischio di allontanamento per una città più vivibile
  • Ponte Morandi, Castellucci si difende: «Responsabile ma non colpevole, mai tagliato sulle manutenzioni»
  • Redazione
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
Copyright © 2026 VelvetNews.it proprietà di Jws Media Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma (RM) - P.Iva 17132921002 Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001