Cronaca

Razzismo, ragazza di 15 anni esclusa dal “Canta Verona” perché è di colore

Pubblicato da
Domenico Coviello

A meno di una settimana dall’episodio scioccante di Torino, in cui una ragazza di 18 anni si è vista escludere dal lavoro da un negozio a cui aveva mandato il curriculum “perché hai una relazione con un africano”, un altro gravissimo fatto di razzismo emerge in Veneto.

AGGIORNAMENTO ORE 15:08 – “Fatela cantare e basta, che non si venga a dire adesso che serve lo ius soli per questo caso”. Questo il glaciale commento di Luca Zaia (Lega), presidente della Regione Veneto, sulla vicenda. Lo riporta il sito web dell’Ansa.

A Verona Dora, 15 anni, cittadina italiana, figlia di genitori del Ghana che vivono e lavorano in Italia da trent’anni e sono cittadini italiani, ha reso nota un’allucinante conversazione in chat con l’organizzatore di una manifestazione canora, il Canta Verona Music Festival, che prevede Valerio Merola fra i suoi presentatori. Dopo la bufera esplosa sui social Valeria Merola ha fatto sapere che è pronto a rinunciare a presentare la manifestazione, come dimostra lo screenshot che pubblichiamo, tratto dall’account Twitter del giornalista e scrittore Carlo Gubitosa.

“NON SEI ITALIANA DI FATTO”

Italiani si nasce non si diventa e si nasce da genitori italiani” è stata la frase lapidaria e cattiva di tal Simone, l’organizzatore, a Dora che chiedeva di partecipare. Alle rimostranze di Dora che gli rendeva noto come, pur di origine africana, fosse cittadina italiana, oltreché nata in Italia, Simone ha tentato goffamente di argomentare che tuttavia lei non sarebbe “italiana di fatto“. Dora frequenta il liceo Classico e ama cantare. Inizialmente aveva contattato la pagina Facebook dell’evento solo per avere qualche dettaglio in più. Ma l’organizzatore dopo aver dato uno sguardo alla sua foto del profilo social, l’ha subito respinta perché: “Non accetto stranieri“. La ragazza ha insistito: “Ho la cittadinanza italiana, posso partecipare, no?”. No. L’uomo ha rimarcato: “Italiani si nasce, non si diventa e si nasce da genitori italiani… Io la penso così ed è riservato (il concorso) solo a italiani di fatto. Ci sono anche cinesi con cittadinanza italiana ma non sono italiani di fatto“.

Dall’account Twitter di Carlo Gubitosa @carlogubi

POI LA RETROMARCIA E LE SCUSE CON OFFERTA DI SOLDI

Il fratello di Dora, infuriato, ha contattato direttamente l’organizzatore. Le scuse arrivano solo quando Dora decide di diffondere su Facebook gli screenshot con lo scambio di messaggi e l’episodio di discriminazione diventa virale sui social. Ma Simone avrebbe offerto, a quel punto – rimangiandosi tutto e senza alcun successo – di ospitare la ragazza in altre manifestazioni e a pagamento. A Dora però non importava dei soldi, voleva solo cantare. Sui social ha ricevuto tantissime dimostrazione di solidarietà, oltre a consigli su altri concorsi. A Repubblica Simone ha raccontato di essere stato contattato dal fratello di Dora: “Io ho chiesto scusa, più e più volte – ha raccontato-. Le ho anche proposto di cantare dietro compenso. Ma è stato inutile”.

IL FRATELLO DI DORA: “QUESTA STORIA NON FINISCE QUI”

Il fratello al giornale ha spiegato che “il problema non sono le sue opinioni, il problema è scrivere che un concorso è riservato a cittadini italiani e che mia sorella non lo è perché è figlia di genitori non italiani. Quando invece anche loro lo sono. Io ho insistito per le scuse, perché mia sorella stava vivendo la cosa con grande disagio e aveva bisogno di sostegno. E siccome sono molto diretto, gliel’ho detto. Gli ho anche detto: se chiedi scusa non ti denuncio. E lui alla fine ha chiesto scusa, ma soltanto dopo che mia sorella aveva diffuso gli screenshot e la storia iniziava a girare“.

LEGGI ANCHE: RAZZISMO A TORINO. RAGAZZA CERCA LAVORO, IL NEGOZIANTE: “NON TI PRENDO PERCHE’ STAI CON UN NERO”

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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