Cronaca

Omicidio Fortuna Loffredo, la confessione shock del compagno di cella di Raimondo Caputo

Pubblicato da
Elisabetta Francinella

Mario Della Valle, per 5 mesi compagno di cella a Poggioreale di Raimondo Caputo, è stato ascoltato dai giudici della Corte d’Assise di Napoli in merito alle confessioni sull’omicidio di Fortuna Loffredo.

I giudici della quinta sezione della Corte d’Assise di Napoli hanno voluto ascoltare le dichiarazioni di Mario Della Valle, per 5 mesi compagno di cella di Raimondo Caputo nel carcere di Poggioreale, in merito alle confessioni fatte dall’imputato sull’omicidio di Fortuna Loffredo. L’avvocato di Caputo, Paolino Bonavita, nel mentre ha richiesto l’acquisizione da parte della Procura di due memoriali redatti dal teste “affinché si indaghi per falsa testimonianza”.

Stando quanto dichiarato da Mario Della Valle, Raimondo Caputo, indagato per omicidio volontario nei confronti di Fortuna Loffredo e di abusi su minori, è colpevole: “Caputo mi ha raccontato di aver abusato delle figlie della compagna e di Fortuna Loffredo e che successivamente l’ha uccisa. Sull’omicidio non gli abbiamo creduto finché non è arrivata l’ordinanza, a quel punto l’ho picchiato“. Per il processo è indagata anche l’ex compagna di Titò, Marianna Fabozzi, la quale è accusata di aver coperto le violenze del convivente sulle figlie. Il compagno di cella ha poi aggiunto: “Caputo e Fabozzi si coprivano a vicenda. Lei copriva lui sugli abusi alle figlie, perché lui a sua volta taceva sulla morte del piccolo Antonio Giglio (figlio della Fabozzi), da lei buttato dalla finestra, cosa che lui sapeva”. La morte del piccolo Antonio è avvenuta circa un anno prima a quella di Fortuna, in condizioni pressoché identiche. Inizialmente la morte del bambino era stata ritenuta un’incidente; attualmente la Procura di Napoli sta indagando anche sulla sua morte.

Della Valle ha poi raccontato ai giudici il momento in cui in cella è stata letta l’ordinanza, nella quale si accusava Raimondo Caputo dell’omicidio di Fortuna Loffredo. Un altro detenuto lesse il provvedimento giurisdizionale, a beneficio dello stesso Titò che, stando quanto dichiarato, non sa leggere. Durante la lettura, Caputo ha corretto un passaggio dell’ordinanza, riguardante la caduta della bambina dal settimo o dall’ottavo piano del “Palazzo degli orrori”, sito nel Parco Verde di Caivano: “Non è vero, è caduta dal terzo piano”. Una rivelazione che avrebbe scatenato l’ira del compagno di cella.

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