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Cosa è Blue Whale, balena blu, la sfida suicida dei teenager che spaventa il mondo

Pubblicato da
Domenico Coviello

Cosa sappiamo, e come funziona, il Blue Whale, il “gioco” criminale che travolgendo psicologicamente molti ragazzi giovanissimi, se non addirittura bambini, li porterebbe a infliggersi la morte? Il punto sulle “regole” del cosiddetto “gioco” e sul suo livello di diffusione sui social media in mezzo mondo, dopo il servizio shock di Matteo Viviani alla trasmissione di Italia 1, Le Iene

Ispirato ad alcuni tipi di balene che, andando ad arenarsi sulle spiagge, si uccidono, il Blue Whale (balena blu, in inglese) sarebbe un “gioco” criminale, gestito da persone che spingerebbero alcuni adolescenti fino alla morte per suicidio attraverso una serie di “prove” di presunto “coraggio” che culminerebbero nella sfida finale a se stessi e al mondo: gettarsi giù da un palazzo altissimo.

LE REGOLE DEL “GIOCO”

Come “funziona” questa follia? Secondo alcune ricostruzioni, i ragazzi che decidono di prendervi parte postano un contenuto con l’hashtag #f57 in alcuni forum e social network. A quel punto il “master” dovrebbe rispondere con una serie di regole – 50 in tutto – che prevedono: 1) atti autolesionisti, 2) la visione a ciclo continuo per ore di video inquietanti e horror, 3) l’ascolto di suoni sgradevoli, 4) svegliarsi alle 4.20 di mattina e salire su palazzi alti. L’ultima prova consisterebbe nel suicidio. Usare il condizionale è d’obbligo. Come molti fenomeni che nascono in Rete e in particolare sui social, il Blue Whale esiste ma non è una realtà chiara, semplice e inequivocabile.

COME È NATO BLUE WHALE

Dopo essersi diffuso in Russia, starebbe facendo “il giro del mondo”. Almeno sui social media. E l’allarme è ormai in molti paesi. Secondo la ricostruzione di questo fenomeno da parte del ilPost.it, il Blue Whale è nato su VKontakte (VK), un social network simile a Facebook molto diffuso in Russia. L’episodio che è stato più citato come possibile origine del “gioco” folle è il suicidio di Rina Palenkova, una ragazza russa di 16 anni che prima di morire aveva caricato delle foto e dei video su VK per documentare il suo suicidio, avvenuto nel 2015.

Una foto di The Siberian Times in cui si vede il braccio di una persona con incisa una blue whale

RUSSIA, PAESE CON MOLTI ADOLESCENTI SUICIDI

Il Blue Whale si identificava nella sigla f57, un gruppo di VK nel quale si raccoglievano contenuti inquietanti e testimonianze di utenti con pensieri suicidi. Sempre ilPost.it sostiene che la Russia sia il terzo paese al mondo per numero di adolescenti che si tolgono la vita: negli ultimi dieci anni i giovani tra i 15 e i 19 anni a suicidarsi sono stati intorno ai 1500 all’anno. Un’autentica strage.

UNA ESCALATION DI VITTIME

Nel maggio del 2016 il sito web del periodico Novaya Gazeta, dove lavorava la grande giornalista Anna Stephanovna Politkovskaya (uccisa in circostanze mai chiarite davvero nel 2006), pubblicò un’inchiesta sul tema, che è rimasta un faro per tentare di comprendere qualcosa di una realtà estremamente inquietante: sarebbero stati fino ad allora 130 i suicidi avvenuti in Russia tra il novembre del 2015 e l’aprile del 2016, riconducibili a uno di questi gruppi di VK, e circa 80 erano collegati direttamente al Blue Whale. Come documenta il servizio delle Iene di Matteo Viviani queste cifre sarebbero oggi purtroppo cresciute di numero.

ARRESTATO IL PRESUNTO INVENTORE

Due giorni fa, il 15 maggio, è arrivata la notizia che la polizia russa ha arrestato una persona con l’accusa di istigazione al suicidio di 16 adolescenti, per aver partecipato alla diffusione del fenomeno. Si chiama Philipp Budeikin, ha 21 anni e sarebbe considerato uno dei presunti “inventori” del “gioco” criminale del Blue Whale. Come sottolinea ilPost.it, in un’intervista a un sito russo, alla quale non è facile credere tout court, nell’overload information che regna in Rete, il giovane avrebbe detto di aver organizzato il gioco per “ripulire la società” da “rifiuti organici” e che i ragazzi da lui spinti al suicidio per gioco “erano felici di farlo, perché io ho dato loro tutto ciò che non hanno mai avuto: calore e comprensione”. Difficile immaginare, purtroppo, che il suo arresto a San Pietroburgo sia sufficiente ad arrestare la follia sanguinaria del Blue Whale.

Un’immagine del 21enne arrestato in Russia con l’accusa di aver istigato al suicidio alcuni adolescenti attraverso il blue whale (foto Twitter / Le Iene)

GUARDA ANCHE IL VIDEO: ALLE IENE IL SERVIZIO SCONVOLGENTE SUL BLUE WHALE, IL SUICIDIO PER “GIOCO” [IMMAGINI FORTI]

Photo credits: Twitter, Facebook

 

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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