Libri

In Libreria

Pubblicato da
Domenico Coviello

Questa settimana la rubrica di Velvet News “In Libreria” consiglia cinque novità editoriali: la storia del dolore inconsolabile, ma pieno di senso, di una madre; un romanzo per cercare di rispondere alla domanda su cosa significhi essere donna; forme di realismo magico applicato al racconto del passato; come fare a vivere senza dover mentire; una riflessione sul mondo di oggi in cui la vita stessa è precaria

 

L’amore che mi resta di Michela Marzano

La sera in cui Giada si ammazza, Daria precipita in una sofferenza che nutre con devozione religiosa, perché è tutto ciò che le resta della figlia. Una sofferenza che la letteratura non deve aver paura di affrontare. Per questo siamo disposti a seguire Daria nel suo buio, dove neanche il marito e l’altro figlio riescono ad aiutarla; davanti allo scandalo di una simile perdita, ricominciare a vivere sembra un sacrilegio. Daria si barrica dietro i ricordi: quando non riusciva ad avere bambini e ne voleva uno a ogni costo, quando finalmente ha adottato Giada e il mondo “si è aggiustato”… Con il calore avvolgente di una melodia, Michela Marzano dà voce a una madre e al suo struggente de profundis. Scavando nella verità delle relazioni umane, parla di tutti noi. Del nostro desiderio di essere accolti e capiti, della paura di essere abbandonati

 

Dove la vita è perfetta di Silvia Avallone

È sola in sala parto, Adele, un corpo che è dolore e insieme vita che pulsa. Quel momento è un addio, ha deciso, o forse un nuovo inizio per i suoi diciassette anni ostinati e vissuti sempre all’ombra. Dora invece un compagno ce l’ha, ma il suo matrimonio con Fabio è una fortezza assediata da un desiderio totale che si è fatto ossessione: avere un figlio. Tra Dora e Adele c’è Zeno, l’amore a cui stringersi nella cabina più alta di una ruota panoramica, una presenza lieve che riempie i loro vuoti mentre attorno tutto crolla. Nessuna certezza, solo una possibilità – essere madri, per o contro il destino – e l’eterna domanda: cosa significa essere donna?

 

 

Tocca l’acqua, tocca il vento di Amos Oz

Nel 1939, mentre i tedeschi avanzano in Polonia, Elisha Pomerantz, piccolo orologiaio ebreo con la passione della matematica e della musica, scappa nella foresta, lasciandosi dietro la bella e intelligente moglie Stefa. Lei non si rende conto del pericolo, ma quando la situazione precipita, si chiude in casa, poi viene travolta anche lei dalla tempesta della guerra. Elisha, dopo aver errato per i boschi europei, arriva prima in Grecia e poi in Israele, dove trova rifugio in un piccolo kibbutz, e silenziosamente si rimette a riparare gli orologi, a cercare la musica nella matematica e la matematica nella musica. Stefa, invece, deportata in Unione Sovietica, è costretta a diventare una spia staliniana. E sognano di rivedersi. “Tocca l’acqua, tocca il vento” è un romanzo insolito per Amos Oz. Venato di realismo magico

 

Amici mai di T.K. Leigh

Come puoi continuare a vivere quando la tua vita è una bugia? Come fai a convincere il tuo corpo a smettere di sentire, la tua anima a smettere di amare e il tuo cuore a smettere di battere? Perseguitata dal suo passato, Olivia Adler fugge da Boston verso le spiagge della Florida, lasciandosi tutto alle spalle. Rinchiusa nella sua prigione, cerca di spegnere tutto, e di non sentire più niente. Un mese dopo la partenza però la voce di Alexander è ancora viva nella sua mente, e le ricorda che la sua incapacità di confrontarsi con i demoni che la tormentano non solo distruggerà lei, ma anche lui. Tuttavia ricominciare a sentire qualcosa significherebbe soltanto soffrire. Intanto a Boston, per Alexander Burnham tutto parla di Olivia… La sua Olivia…Ma Alexander non è tipo da accettare di perdere ciò che ama

 

Tutto è in frantumi e danza di Guido Maria Brera e Edoardo Nesi

Ricordi quando vivevi nel migliore dei mondi possibili, e non te ne accorgevi neanche? Quando eri certo che il futuro sarebbe stato migliore del presente. Quando sapevi che i tuoi figli avrebbero trovato lavoro a un chilometro da casa. Quando potevi sognare senza sembrare un illuso. Quando dovevi sforzarti per accorgerti della disoccupazione. Quando il terrorismo sembrava un relitto del passato. Quando il concetto stesso di immigrazione pareva sul punto di perdere significato, perché stavamo per andare a vivere in un mondo unico, in cui le piccole aziende non chiudevano, le banche non fallivano, centinaia di migliaia di persone non perdevano il lavoro e non si moriva affogati pur di arrivare in Italia…

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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