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In Libreria

Pubblicato da
Domenico Coviello

Questa settimana la rubrica di Velvet News “In Libreria” consiglia cinque novità editoriali: una guida al benessere quotidiano secondo i dettami degli europei del Nord; un thriller storico sull’ultimo grande segreto dei nazisti; un giallo da dipanare attorno a due cadaveri; un romanzo su storie di periferia; e infine l’ultima grande lezione di Zygmunt Bauman, lo scienziato della società liquida

La guida scandinava per vivere 10 anni di più di Bertil Marklund

Un libro agile e pragmatico, e i 10 facili consigli che raccoglie, ispirati al salutare stile di vita scandinavo, allungheranno la vostra vita di 10 anni in sole 100 pagine. Il medico svedese Bertil Marklund ha scritto una guida completa alle piccole scelte quotidiane che possiamo fare per migliorare la qualità della nostra vita: dal sonno all’alimentazione, dall’esercizio fisico al rapporto con gli altri. Tutti noi possiamo facilmente apportare almeno qualcuno dei cambiamenti suggeriti nel libro senza dover stravolgere le nostre abitudini. Grazie a consigli concreti e realistici, il dottor Marklund diventerà presto il migliore amico vostro e della vostra salute

 

 

L’ultimo segreto dei nazisti di Iain King

Berlino, 2015. L’ex comandante delle SS Werner Stolz viene trovato morto. Per oltre settant’anni ha custodito l’ultimo grande segreto del regime nazista, una scoperta scientifica in grado di cambiare gli equilibri del mondo. Per cercare di interpretare il complesso puzzle che il vecchio nazista ha lasciato dietro di sé, viene chiamato un team di esperti internazionali guidato dallo storico militare Myles Munro. Ma proprio quando sembrano essere sulla strada giusta, il brutale assassinio di un membro della squadra rivela che Munro e i suoi compagni non sono gli unici in cerca di risposte. Improvvisamente al centro di intrighi e azioni di spionaggio internazionale, Myles ha a disposizione solo le sue conoscenze e l’istinto per sopravvivere. Un thriller ad alta tensione, congegnato con un’abilità degna dei migliori maestri del genere.

 

La paura di Anne Holt

La neve che ricopre le strade, il silenzio: le vie di Oslo sono un perfetto scenario natalizio. Ma quando il corpo di un ragazzo riaffiora lungo un canale, una nota stonata si insinua tra le campane a festa. Il cadavere è gonfio, sfigurato, irriconoscibile. Nessuno si era preso la briga di denunciarne la scomparsa. Una settimana più tardi, Eva Lysgaard, vescovo di Bergen, viene ritrovata in un vicolo deserto, accoltellata a morte. Era una figura nota, una madre e una nonna di sessantadue anni: cosa l’ha spinta per le strade deserte, la notte dell’Avvento? Il compito di fare chiarezza sui due omicidi viene affidato a Johanne Vik e Yngvar Stubo, e i margini di errore sono ridotti al minimo, soprattutto perché anche la loro figlioletta autistica finirà per essere coinvolta nel caso…

 

Nati liquidi di Zygmunt Bauman

Questa è l’ultima opera di un’icona della cultura che ha goduto di un’immensa popolarità, grazie alla sua capacità di parlare a tutti con un linguaggio comprensibile e al tempo stesso mai riduttivo. Lo studioso che ha spiegato la postmodernità attraverso l’illuminante immagine di una “società liquida“. Nello scambio con Thomas Leoncini, Bauman affronta per la prima volta il mondo delle generazioni nate dopo i primi anni ’80. La trasformazione del corpo, i tatuaggi, la chirurgia estetica, gli hipsters, le dinamiche dell’aggressività (e in particolare il fenomeno del bullismo), il web, le trasformazioni sessuali e amorose vengono analizzati in questa breve folgorante opera pop, capace di coinvolgere sia coloro che hanno a che fare con i giovani sia i moltissimi lettori di Bauman.

Chi sta male non lo dice di Antonio Dikele

La storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà. Non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche dal cemento. Di come c’è sempre un modo per salvarsi, l’importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l’odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni.

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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