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“La tenuta in Toscana del premier russo è frutto di corruzione”. Arrestato il blogger Navalny [VIDEO]

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Domenico Coviello

Alexey Navalny, 40 anni, blogger e oppositore del regime di Vladimir Putin è stato portato via durante una manifestazione non autorizzata mentre la gente gridava “fascisti, liberatelo!”. Oltre 500 arresti solo a Mosca, ma anche in altre città. Navalny ha denunciato la presunta corruzione di Dmitri Medvedev, il premier russo, fedelissimo di Putin, che avrebbe “lavato” denaro sporco comprando una fattoria in Toscana

Gli Usa “condannano fermamente gli arresti di centinaia di manifestanti pacifici in Russia“, tra cui il blogger anti Putin Alexey Navalny, e “chiedono al governo russo di rimetterli subito in libertà”. Lo afferma in una nota Mark Toner, portavoce del dipartimento di stato Usa, sostenendo che “fermare dei manifestanti pacifici, degli osservatori dei diritti dell’uomo e dei giornalisti è un affronto ai valori democratici fondamentali“.

Alexey Navalny arrestato a Mosca il 26 marzo

“FASCISTI LIBERATELO!”

Navalny è stato fermato dalla polizia nel corso della manifestazione anticorruzione di domenica 26 marzo nella capitale, che non era stata formalmente autorizzata: è stato caricato su un pulmino della polizia che la folla ha assalito al grido di “fascisti, liberatelo!!”. In tutto si calcola che siano almeno 500 gli arresti a Mosca. Al centro degli slogan di protesta Dmitri Medvedev, il primo ministro russo, accusato da Navalny di essere un corrotto e di danneggiare la Russia.

CORTEI, BOTTE E ARRESTI ANCHE IN ALTRE CITTA’

Ma non c’è solo Mosca. Il blogger aveva infatti indetto manifestazioni in “100 città della Russia” per protestare contro la corruzione. A Vladivostok – 9 ore avanti rispetto alla capitale – si sono segnalati disordini e su Twitter è comparso un video dove si vedono i manifestanti assiepati intorno a una stazione di polizia per ottenere il rilascio di uno dei partecipanti.

Una manifestante pro-Navalny portata via di peso dalla polizia

“FARO’ UN FILM SU MEDVEDEV”

“Grazie per il vostro sostegno, io sto bene, sono stato portato alla stazione della polizia e sto discutendo con gli agenti del mio film su Medvedev. Ma oggi l’ordine del giorno è la protesta contro la corruzione, non il mio fermo. Continuate a manifestare in modo pacifico e godetevi al bella giornata di sole”, ha scritto Navalni in una serie di tweet.

LA FATTORIA IN TOSCANA

Presidente della Fondazione di lotta contro la corruzione, Alexey Navalny ha documentato la sua denuncia di corruzione al premier Medvedev all’inizio del mese, in un video pubblicato su YouTube che vedete in alto. Nel video, che è già stato visto più di 10 milioni di volte e dura 59 minuti (quello che mostriamo è solo un estratto), si sostiene che il premier ha accumulato un impero, mediante finte associazioni benefiche affidate a familiari o persone di sua assoluta fiducia. Fra gli investimenti all’estero effettuati sotto mentite spoglie probabilmente per riciclare denaro di dubbia provenienza, o frutto di corruzione – questa è l’accusa di Navalny a Medvedev – c’è anche la Fattoria della Aiola, nel Senese: 100 ettari di terre e vigneti in cui si produce Chianti di pregio.

Dmitri Medvedev (a sinistra) con Vladimir Putin

“QUI LUI NON L’ABBIAMO MAI VISTO”

Dalla Fattoria della Aiola, però, smentiscono. In un articolo di Repubblica.it a firma di Fabio Galati, Daria Ivleva, responsabile per il marketing e i rapporti con l’amministratore delegato Serghej Stupnitskij, dichiara: “Qui Medvedev non si è mai visto, la proprietà della tenuta è della società Dockell di Cipro, che fa capo al signor Ilja Elissejev”. Secondo la ricostruzione di Alexey Navalnyj dietro alla società di Elissejev ci sarebbe proprio il premier Medvedev. E come ha reagito Stupnitskij alle rivelazioni della Fondazione anti-corruzione del blogger arrestato ieri? “Ha risposto: ‘Evidentemente si sono sbagliati'”, dice Ivleva a Repubblica.

Photo credits: Twitter, video credits: RepTv

 

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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