Una donna di Lanciano ha deciso di rivolgersi alla Polizia e al Sindaco dopo che tre scuole medie hanno rifiutato l’iscrizione di suo figlio perché il bambino è autistico. Il neuropsichiatra che lo ha in cura ha dichiarato: “Purtroppo il bambino ha ascoltato i discorsi intorno a lui e una parte del danno e della sofferenza per sentirsi rifiutato resteranno anche quando la vicenda verrà risolta”.
Prima una, poi un’altra, quindi un’altra ancora; a Lanciano, tre scuole medie hanno rifiutato l’iscrizione di un bambino autistico. “Ci dispiace ma abbiamo già troppi bambini disabili nelle prime”, avrebbero detto alla madre i dirigenti negando l’iscrizione al bimbo. La donna, al terzo rifiuto, ha deciso di rivolgersi prima alla Stazione di Polizia e poi all’ufficio del Sindaco. Ecco le sue parole riportate da ‘La Repubblica: “Nessuna scuola lo ha voluto e mi hanno proposto solo alternative impraticabili. Sono tornata a casa così arrabbiata che mi sono venuti i crampi allo stomaco”.
Il Sindaco di Lanciano Mario Pupillo ha dichiarato: “Era infuriata e dispiaciuta. Stiamo verificando cosa sia accaduto esattamente ma è chiaro che, se le cose sono andate come mi ha spiegato la mamma del bambino, interverremo immediatamente. Nel frattempo, ho allertato il nostro Assessore alla Scuola che incontrerà la donna e cercherà di trovare subito la soluzione migliore per il bambino”.
Il dottor Riccardo Alessandrelli, il neuropsichiatra che ha il bambino in cura, ha spiegato: “Purtroppo il bambino ha ascoltato i discorsi intorno a lui e una parte del danno e della sofferenza per sentirsi rifiutato resteranno anche quando la vicenda verrà risolta. Alcune scuole hanno rifiutato il bambino e anche la mamma ha rifiutato alcune scuole ritenendo che non abbiano risorse adatte a suo figlio. Così, però, si rischia di chiuderlo dentro una gabbia di isolamento: si dice che l’autistico si isola, in realtà è l’ambiente che spesso isola l’autistico perché non lo capisce. E il bambino diviene problematico proprio perché giustamente si ribella a tutto ciò”. Con gli strumenti giusti il bambino autistico è assolutamente gestibile. Si richiede un approccio speciale: i bambini hanno preferenze particolari e devono essere rispettate e le traiettorie di apprendimento sono particolari così come anche le modalità di raffrontarsi e di comunicare con gli altri”.
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