Un gruppo di vandali incappucciati, staccatosi dal corteo anti Salvini ha accerchiato le forze dell’ordine. Bombe molotov, sassi, auto e cassonetti in fiamme. Incendiato un cellulare dei carabinieri, 4 i fermati. Sedici poliziotti feriti. Fuorigrotta devastata
La violenza dei black bloc, tetro ricordo di Genova 2001 e non solo, si è scatenata a Napoli sabato 11 marzo. Violenti scontri tra forze dell’ordine e alcuni manifestanti del corteo degli antagonisti convocato per protesta contro il comizio in città di Matteo Salvini si sono verificati nel pomeriggio nei pressi della Mostra d’Oltremare, dove il leader della Lega parlava a una convention. Il quartiere di Fuorigrotta è stato messo a ferro e fuoco. Ripetuti lanci di bombe molotov, pietre e qualunque altra cose capitasse a portata di mano da parte di giovani incappucciati hanno scatenato il caos. Gli agenti, in assetto anti sommossa, hanno risposto i lacrimogeni e con una carica suon di manganellate. Ci sono stati anche un lanci di fumogeni e petardi contro gli agenti che presidiavano l’ingresso dell’ente fieristico.
ALMENO 4 FERMATI
Secondo i primi dati sarebbero quattro le persone fermate dalla Polizia. Nel corso degli scontri sono stati feriti 16 poliziotti tra funzionari, ispettori e agenti. Un gruppo di manifestanti è rimasto in presidio davanti alla Questura per chiedere la liberazione dei giovani sottoposti a fermo. Con un rapido blitz, un gruppo di black bloc incappucciati si è staccato dal corteo e ha preso alle spalle le forze. Napoli ha vissuto una giornata di guerriglia urbana. Da un lato c’era il corteo che avanzava e dall’altro il gruppo di facinorosi che attaccava la Polizia alle spalle. Grazie all’uso degli idranti e con il sostegno di altri agenti, i violenti sono stati fatti indietreggiare.
NAPOLI FERITA
Fuorigrotta, specie nella zona circostante gli scontri è stata ridotta a un vero e proprio campo di battaglia. Una molotov ha colpito un cellulare dei carabinieri e provocato un principio di incendio subito estinto. Terrore tra i passanti che hanno cercato rifugio nei palazzi circostanti. Piazzale Tecchio, via Diocleziano e via Giulio Cesare sono state devastate, con alcune auto e i cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme e riversi in strada. “La prossima volta che vengo a Napoli la manifestazione la facciamo in piazza del Plebiscito, così vediamo”, ha detto con tono di sfida Matteo Salvini.
DE LUCA ESPRIME SOLIDARIETA’ A SALVINI
“Quattro delinquenti che non sono Napoli, sono vicino alla forze dell’ordine. Complimenti de Magistris sta tirando su una bella gioventù” ha aggiunto. “Esprimo a nome del Pd la nostra solidarietà a Matteo Salvini. In questo momento sono in corso a Napoli scontri alimentati dai centri sociali che non lo fanno parlare, io la penso esattamente al contrario di Salvini ma lui ha diritto di parlare dove e come crede, il diritto di parola è il diritto alla libertà di tutti noi. Esprimo solidarietà anche alle forze di polizia” è stato invece il commento del governatore della Campania Vincenzo De Luca dal Lingotto di Torino, dove è intervenuto nell’ambito della kermesse per Matteo Renzi.
Photo credits: Twitter; video credits: RepTv
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