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Strage di Berlino, i genitori di Fabrizia: “Germania insensibile e sprezzante”

Pubblicato da
Domenico Coviello

Fabrizia Di Lorenzo, 31enne di Sulmona, fu tra le vittime dell’attentato terroristico ai mercatini di Natale di Berlino. La sua famiglia non riceverà alcun risarcimento dallo Stato tedesco. “Non c’è importo che possa pagare la sua morte – dicono il papà e la mamma – ma significherebbe ammettere le responsabilità per non aver fermato un criminale”

A oltre due mesi dall’attentato terroristico di Berlino – la strage di Natale del 19 dicembre 2016 quando il 24enne tunisino Anis Amri alla guida di un camion investì la folla provocando 12 vittime e oltre 50 feriti – il governo tedesco rimane “assente”. “Non ci hanno mai contattati, ci hanno lasciati soli”. A sfogarsi sono Gaetano e Giovanna Di Lorenzo, i genitori di Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, la giovane italiana morta nell’attentato. Per loro, ora, c’è la beffa del mancato risarcimento, escluso da una legge tedesca del 1985. “Non c’è importo che possa pagare la morte di nostra figlia – dicono – ma significherebbe ammettere le responsabilità per non aver fermato un criminale”.

Parlano al Corriere della Sera il papà e la mamma di Fabrizia. “Abbiamo dovuto chiedere sempre, insistere, non ci hanno dato nemmeno un interprete – spiegano -. Hanno fatto lo stesso con le altre famiglie, anche tedesche”. Qualche giorno fa hanno incontrato il presidente della Repubblica tedesco, Joachim Gauck, a cui hanno riportato la loro amarezza “per la mancanza di sensibilità e umanità”. Lui si è scusato: “Sapevo che le cose non avevano funzionato perfettamente, ma non pensavo fino a questo punto”.

La famiglia di Fabrizia non riceverà comunque alcun risarcimento. A stabilirlo è appunto una legge del 1985 che lo esclude per i danni causati nel caso di un assalto “con un veicolo a motore o un rimorchio”. Le vittime dell’attacco ai mercatini di Natale come quelle di un incidente stradale. “Ci sentiamo presi in giro. Come si può equiparare quello che è accaduto a un normale incidente stradale?”, si chiede mamma Giovanna. “Nessun importo potrà pagare la morte di Fabrizia – continua -, ma un risarcimento significherebbe ammettere le responsabilità per non aver fermato un criminale noto da anni e per non avere preso precauzioni, come le barriere installate dopo l’attentato”.

Il papà e la mamma di Fabrizia Di Lorenzo mentre attendevano all’aeroporto di Roma il rientro in Italia della salma di Fabrizia

(SULMONA, L’ULTIMO ADDIO A FABRIZIA. IL VESCOVO: “ERA ANDATA VIA PER IL LAVORO…QUI NON C’E’ SPERANZA PER I GIOVANI”)

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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