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Stadio della Roma, Grillo: “Prima un referendum”. Ecco come sarà il “nuovo Colosseo”

Pubblicato da
Domenico Coviello

Il pasticciaccio dello stadio a Tor di Valle mette Roma di nuovo in croce. Beppe Grillo detta la linea a Virginia Raggi e, dopo il veto della sovrintendenza, spiega: “Faremo un qualcosa di innovativo e condiviso coi i cittadini”. In ogni caso il progetto, già avviato dalla giunta Marino, difficilmente può essere cancellato. Salvo il pagamento di penali insostenibili

“Lo stadio di calcio della Roma? Ancora non so se sarà fatto ma se lo faremo sarà fatto con criteri innovativi e in modo condiviso. Prima sentiremo la popolazione interessata dal progetto e con loro potremo costruire una cosa straordinaria”. Così, stando al sito dell’Ansa, Beppe Grillo, che oggi 20 febbraio, insieme a Davide Casaleggio, ha incontrato nella capitale la sindaca Virginia Raggi. E ha ipotizzato una consultazione di tipo referendario per coinvolgere i romani sul mega impianto sportivo atteso da anni e progettato sull’area di Tor di Valle, nella parte sud-ovest di Roma fra la Magliana e il Torrino, in direzione Ostia.

COINVOLTO IL GOVERNO

Dal canto suo il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini ha ricordato che “la decisione finale, per la parte di competenza statale, potrà essere portata in Consiglio dei ministri“. Il 3 marzo in sede di Conferenza dei servizi a esprimersi sul destino del nuovo stadio della Roma saranno proprio i rappresentanti dello Stato. “Ha detto bene il ministro Madia – ha tuttavia specificato Dario Franceschini – su vincoli e pareri le soprintendenze sono autonome e il ministro dei Beni culturali non ha alcuna possibilità di condizionarne le scelte. Se intervenissi per cercare di influenzare procedimenti in corso, violerei la legge, commettendo un atto illecito”.

IL VETO TARDIVO DELLA SOVRINTENDENZA

Il riferimento del ministro è al veto sullo stadio a Tor di Valle imposto nei giorni scorsi dalla sovrintendente alle Belle Arti e al Paesaggio di Roma, Margherita Eichberg, in base ai vincoli storici e monumentali che insistono sull’area. In una lettera la sovrintendente “dà comunicazione dell’avvio del procedimento di dichiarazione di interesse particolarmente importante del manufatto ‘Ippodromo di Tor di Valle’“. Proprio lì accanto è previsto che sorga lo stadio giallorosso. Nella lettera si sottolinea la rilevanza architettonica in particolare della tribuna del vecchio Ippodromo – chiuso da tempo – e si prescrive che l’area sia lasciata libera da opere “in elevato a eccezione dei manufatti già esistenti, per i quali, in caso di sostituzione, non dovranno essere superate l’altezza e la densità attuali”. Un modo per dire che non sarà possibile costruire ben tre grattacieli alti 200 metri come quelli previsti nel progetto voluto dal presidente della Roma Calcio, James Pallotta e dal costruttore Luca Parnasi. Il richiamo della Sovrintendenza giunge apparentemente con molto ritardo, visto che finora non era ancora ufficialmente emerso. Eppure lo stadio a Tor di Valle era già stato varato progettualmente dalla giunta Marino. E la scelta del luogo risale al 2012, cinque anni fa.

L’ansa del Tevere a Tor di Valle col rendering del nuovo stadio e dei tre mega grattacieli (foto Twitter @StadiodellaRoma)

VIRGINIA RAGGI: “SE LO DICE LA EICHBERG…”

Ma tant’è. E la sindaca di Roma, Virginia Raggi, si è affrettata a dichiarare: “La Sovrintendenza ha comunicato al Comune di Roma l’avvio di dichiarazione di interesse culturale sull’ex ippodromo di Tor di Valle. Si tratta dell’area indicata per la realizzazione dello stadio. Vi sono quindi nuovi elementi che incidono sulla valutazione e realizzazione del progetto che in queste settimane è oggetto di verifica da parte del Comune. Come abbiamo sempre detto, vogliamo che la Roma abbia uno stadio ma nel rispetto della legge“. Chiaro? Dopo le dimissioni irrevocabili dell’assessore Paolo Berdini, per motivare le quali il celebre urbanista aveva sparato a zero contro la giunta Raggi, rea di favorire una “speculazione immobiliare senza precedenti”, lasciando al contempo “le periferie abbandonate a se stesse”, adesso anche la sindaca, a causa del veto delle Belle Arti, mette il progetto stadio in stand-by. L’incontro con Beppe Grillo prefigura un sì dei Cinque Stelle a James Pallotta ma per fare lo stadio “con criteri innovativi e in modo condiviso”. Si vedrà. La situazione appare molto ingarbugliata.

COME SARA’ IL “NUOVO COLOSSEO”

Il progetto stadio è infatti irto di ostacoli. Già approvato dalla giunta del precedente sindaco, Ignazio Marino (Pd), quello che è stato ribattezzato “il nuovo Colosseo” dovrebbe sorgere nell’area paesaggisticamente vincolata di Tor di Valle, un’ansa del Tevere immersa nel verde, a rischio di alluvione. James Pallotta, proprietario della Roma, ha varato un progetto affidato al costruttore romano Luca Parnasi che prevede uno stadio da 60 mila posti, con accanto una cittadella commerciale caratterizzata da immobili, un parco e tre grattacieli alti 200 metri per uffici, ristoranti, negozi e centri di svago. Si tratterebbe di costruire per 600 mila metri cubi di cemento. Grazie a un investimento di 1,6 miliardi di euro in 6 anni. Un progetto moderno e all’altezza di una grande capitale europea, secondo alcuni; la più spaventosa delle speculazioni edilizie a Roma negli ultimi decenni, secondo altri.

Un’immagine di come potrà diventare l’interno del nuovo stadio della Roma (foto Twitter @StadiodellaRoma)

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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