Due giornalisti del quotidiano tedesco “Süddeutsche Zeitung”, Till Krause e Hannes Grassegger, hanno scoperto le regole con cui Facebook decide quali sono i post offensivi da cancellare e quali no.
Il ‘codice etico’ di Facebook, con le linee guida da seguire per valutare quali sono i post offensivi da cancellare e quali no, ora è apparentemente di dominio pubblico. I giornalisti del quotidiano tedesco “Süddeutsche Zeitung” Till Krause e Hannes Grassegger hanno avuto accesso a quelli che loro hanno definito i documenti interni dei moderatori del social network e li hanno pubblicati spiegando quali sono i criteri di valutazione sulla cancellazione dei post pubblicati sulla piattaforma.
I documenti contengono criteri basati sul buon senso e su una definizione precisa delle categorie da proteggere. Si è scoperto che i moderatori sono particolarmente attenti al bullismo online e all’odio rivolto a determinate categorie come giovanissimi e anziani, docenti, donne e disoccupati. I post che contengono ingiurie, toni violenti e minacciosi verso categorie protette in base a razza, etnia, religione, orientamento sessuale e identità di genere devono essere cancellati. Sono protetti gli appartenenti ai gruppi religiosi, ma non le religioni. Lo stesso criterio viene adottato per i singoli Paesi: si può parlare male di Germania e Francia ma non di tedeschi e francesi. La categoria dei migranti è stata resa semi-protetta dopo alcune critiche ricevute in Germania. Fare una graduatoria delle persone sulla base dell’aspetto fisico o dei tratti di personalità è considerato bullismo e, pertanto, non è consentito. Tatuaggi e piercing estremi possono essere pubblicati se non si invita gli altri a “farlo a casa”. Le persone che postano immagini di ferite auto inflitte vanno messe in contatto con chi li può aiutare. Facebook distingue le figure pubbliche dai semplici cittadini: chi ha più di 100 mila followers, va in televisione, fa dichiarazioni pubbliche o è stato menzionato nelle cronache più di cinque volte negli ultimi due anni è considerato un personaggio famoso e come tale può essere oggetto di critiche.
Un portavoce di Facebook, interpellato da ‘The Verge’, si è rifiutato di confermare l’autenticità dei documenti, limitandosi ad affermare: “Facebook non è un posto per la diffusione di discorsi di odio, razzismo o appelli alla violenza. Valutiamo seriamente tutti i contenuti che ci vengono segnalati e lo facciamo al nostro meglio”.
Photo Credits: Twitter
Un tragico incidente ha colpito Torino nel tardo pomeriggio di mercoledì 26 marzo 2025, quando…
Nel panorama del cinema italiano, un'opera si distingue per la sua capacità di mescolare sport,…
Un dramma familiare ha scosso la tranquillità di Spoleto, una storica città umbra nota per…
Milano si trova al centro di un dibattito acceso riguardo alla sicurezza urbana e al…
Il crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, ha segnato una delle tragedie…
Nel primo pomeriggio di oggi, un’esplosione ha scosso la città di Lainate, nel Milanese, quando…