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Attentato a Berlino, Fabrizia Di Lorenzo è fra le vittime. Rilasciati i 4 fermati

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Domenico Coviello

La 31enne Fabrizia Di Lorenzo, dispersa dal giorno dell’attacco, identificata fra le vittime. Vano il blitz della polizia all’alba di giovedì 22 dicembre contro i fiancheggiatori presunti dell’attentatore. Appello del fratello del tunisino ricercato: “Consegnati alla polizia”

Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, la ragazza italiana che risultava dispersa dopo la strage di Berlino del 19 dicembre è morta nell’attacco terroristico. Dalla Germania arriva la certezza della notizia, resa nota in Italia dal ministro degli Esteri, Angelino Alfano. E ripresa in un tweet dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. “L’Italia ricorda Fabrizia Di Lorenzo, cittadina esemplare uccisa dai terroristi. Il Paese si unisce commosso al dolore della famiglia“, scrive il premier.

La notizia dell’identificazione di Fabrizia Di Lorenzo (nel riquadro della foto in alto, ndr.) tra le vittime della strage di Berlino conferma i peggiori timori dei giorni scorsi. Il dolore per la sua morte è grande – dichiara il Capo dello Stato, Sergio Mattarella -. Ancora una volta una nostra giovane connazionale rimane, all’estero, vittima della insensata ed esecrabile violenza del terrorismo. Esprimo ai genitori e al fratello di Fabrizia la solidarietà e la vicinanza di tutto il nostro Paese”. Il riferimento del Presidente è a Valeria Solesin, l’altra ragazza italiana, di Venezia, rimasta uccisa il 13 novembre 2015 nell’attacco terroristico al Bataclan di Parigi.

Il tunisino sospettato dell’attentato di Berlino: è ricercato

Continua intanto senza sosta la caccia ad Anis Amri, 24 anni, tunisino (nella foto segnaletica della polizia, sopra), unico sospettato della strage che lunedì sera a Berlino ha provocato almeno 12 morti e decine di feriti, al volante di un tir lanciato sulla folla, a due passi dalla Chiesa del Ricordo. Il giovane “si era forse radicalizzato nel carcere italiano dopo che aveva lasciato la Tunisia”, ha detto alla Bild Abdelkader Amri, uno dei suoi fratelli rintracciato in Tunisia. “Se sarà provato che era coinvolto, non farà più parte della nostra famiglia“, ha aggiunto. Anche l’Ap è riuscita a mettersi in contatto con un fratello di Anis Amri che gli ha lanciato un appello: “Lo invito a consegnarsi alla polizia“.

Nella capitale e in varie località tedesche nelle prime ore del mattino di giovedì 22 dicembre sono stati eseguiti diversi blitz dalla polizia ma le 4 persone fermate durante le operazioni sono state tutte rilasciate (LEGGI ANCHE: BERLINO, 4 ARRESTI PER L’ATTENTATO. TAGLIA DA 100 MILA EURO SUL TUNISINO “ITALIANO”). I provvedimenti sono stati eseguiti nella città di Dortmund, ma le perquisizioni sono avvenute anche a Berlino e nel centro profughi a Emmerich sul Reno, in Nordreno-Vestfalia al confine con l’Olanda, nel quale Anis Amri ha avuto il suo domicilio per diverso tempo.

Photo credits: Twitter

 

 

 

Domenico Coviello

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Domenico Coviello

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