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Allarme WhatsApp, la nota vocale è un virus. Come difendersi

Pubblicato da
Stefano D'Alessio

Nuovo allarme WhatsApp lanciato dalla pagina Facebook della Polizia di Stato ‘Una vita da social’: una nota vocale inviata da un mittente che si spaccia per WhatsApp (ma in realtà assolutamente non riconducibile all’azienda) nasconde un virus che il più delle volte consente al pirata informatico di verificare, anche a distanza, le combinazioni di tasti digitati sulla tastiera. Tra i conseguenti illeciti vantaggi, anche la scoperta delle credenziali di accesso al conto corrente online.

Neanche sotto Natale, i pirati informatici vanno in vacanza. Anzi, la pagina Facebook della Polizia di Stato ‘Una vita da social’ ha rivelato nelle scorse ore l’esistenza di un nuovo virus WhatsApp. Il consiglio da seguire è quello di non aprire allegati o e-mail inviati da mittenti il cui nickname è Whatsapp ma il cui indirizzo reale, in realtà, risale a soggetti tutt’altro che riconducibili alla nota applicazione.

L’attenzione, in particolare, è rivolta ai messaggi vocali di Whatsapp, Gli utenti iscritti alla popolare applicazione di messaggistica istantanea possono inviare un file audio al destinatario, in modo da evitare di digitare sulle tastiere degli smartphone lunghe conversazioni, a volte complicate da gestire quando si hanno le mani impegnate in altre attività.

Ma attenzione ai virus. Una volta aperto il file, il più delle volte il pirata informatico che lo ha inviato è in grado di controllare il dispositivo colpito dall’infezione, riuscendo a verificare – anche a distanza – le combinazioni di tasti digitati sulla tastiera. I conseguenti illeciti vantaggi sono innumerevoli: si pensi alle credenziali di accesso del conto corrente online a quelle di accesso all’email, al profilo Facebook e ai dati personali dell’utente. La Polizia di Stato, attraverso la pagina Facebook appositamente creata per combattere le truffe online, si raccomanda di prestare attenzione nell’utilizzo dei propri dispositivi tecnologici e di contattarla in caso di necessità.

Photo Credits: Twitter

Stefano D'Alessio

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Tags: WhatsApp

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