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Siria, cominciano le evacuazioni dei feriti, ma la situazione resta critica

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Dopo la tregua raggiunta in seguito alla sconfitta dei ribelli siriani, si prepara l’evacuazione dei civili che intendono allontanarsi dalle zone devastate dalla guerra.

Secondo quanto riportato dalla televisione panaraba Al Jazira, sarebbero stati evacuati i primi feriti che si trovavano nell’area controllata dai ribelli, grazie a diverse ambulanze che li hanno trasportati verso le zone occupate dalle forze governative. L’operazione, resa possibile dalla tregua in corso (LEGGI ANCHE: ASSAD RICONQUISTA ALEPPO MA LA CITTÀ È DISTRUTTA. TANTISSIMI MORTI TRA I CIVILI), durerà all’incirca due o tre giorni. Il Ministero della Difesa russo fa sapere che si sta organizzando anche l’evacuazione dei miliziani e delle loro famiglie da Aleppo Est.

Il Centro russo per la riconciliazione delle parti belligeranti ha affermato che questo passaggio verrà compiuto servendosi di una ventina di autobus e una decina di ambulanze, attraversando un corridoio che porterà queste persone a Idlib. Questa fase viene gestita in prima linea dal presidente russo Vladimir Putin e da quello turco Recep Tayyip Erdogan, che in una conversazione telefonica hanno discusso sul possibile sviluppo della situazione ad Aleppo. I due hanno espresso la necessità di favorire gli aiuti umanitari e un rilancio della politica in Siria; inoltre hanno parlato della cooperazione energetica tra i due paesi.

Tuttavia la situazione non si è ancora stabilizzata ad Aleppo e, a causa di un’improvvisa ripresa dei combattimenti, il piano di evacuazione era stato temporaneamente sospeso, e riattivato soltanto in un secondo momento, quando i ribelli hanno raggiunto un’intesa per favorire questa operazione. Ormai gli insorti si troverebbero alle strette, raccolti in 2,5 chilometri quadrati, e pressati dalle forze filo-governative. Nel frattempo la tensione rimane alta e il presidente Assad non ha nascosto la sua irritazione per come è stata gestita questa fase, dalla quale Damasco sarebbe stata estromessa dai governi occidentali. Per adesso molti dei civili che desideravano essere evacuati hanno aspettato invano l’arrivo dei mezzi e ora sperano che l’intesa raggiunta gli permetta di allontanarsi.

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