In libreria

Questa settimana la rubrica “In libreria” di Velvet News consiglia cinque libri, nei quali si alternano voci di donne e di uomini: dalle opinioni riguardo al rapporto tra donne e Chiesa di Lucetta Scaraffia si passa a Cesare Lanza che racconta il Kafka assicuratore; dalla beauty-biografia di Barbara D’Urso si passa al romanzo del giovanissimo Edoardo Maspero e al libro-intervista di Francesco De Gregori

 

 

Dall’ultimo banco. La Chiesa, le donne, il sinodo di Lucetta Scaraffia (Marsilio Editori)

In libreriaL’importanza del nuovo libro di Lucetta Scaraffia risiede nel fatto di dare voce, per una volta, al punto di vista del mondo femminile su temi e questioni ecclesiastiche. Nell’ultimo sinodo sull’argomento delle famiglie, che si è tenuto nel 2015, si è dato infatti lo giusto spazio anche alle voci e alle opinioni femminili. Tra cui quella della stessa autrice Scaraffia, che ha seguito il lungo ed importante dibattito, seduta appunto nell’ultimo banco. La posizione un po’ defilata non gli ha impedito però di seguire i vari filoni d’indagine proposti e di intervenire sul rapporto tra Chiesa e universo femminile. L’autrice ha formulato così un netto giudizio: «senza donne, la Chiesa non può pensare il futuro, perché sono le donne che la tengono in piedi e non accettano più di servire senza essere ascoltate». Nel libro si rielabora quanto era emerso dall’intervento al sinodo della storica e giornalista, nonchè docente di Letteratura contemporanea presso l’Università Sapienza di Roma. Un intervento nel quale la Scaraffia pone in luce un’importante verità storica: oltre alla politica, oltre alla società, l’altro grande ambito dal quale è derivato un forte impulso all’emancipazionismo femminile è stato proprio quello della Chiesa. Perché lì è stata valorizzata la parità fra uomo e donna e, soprattutto, lascia intendere ancora la Scaraffia, che oltrettutto dal maggio 2012 coordina il mensile «donne chiesa mondo» dell’ «Osservatore Romano», che una componente femminile nella comunità ecclesiastica si rivela di notevole importanza per conferire un contributo pensante più versatile e sensibile ad una struttura altamente autoreferenziale come quella della Chiesa.

Nel nome di Kafka. L’assicuratore di Cesare Lanza (L’attimo fuggente)

In libreriaNel libro Nel nome di Kafka. L’assicuratore, edito dalla casa editrice L’attimo fuggente, Cesare Lanza indaga un aspetto della vita di Kafka spesso trascurato e poco approfondito dalla critica, quello del suo impegno lavorativo come impiegato, dapprima presso le Assicurazioni Generali di Praga (1907), poi presso l’Istituto d’assicurazioni contro gl’infortuni per il Regno di Boemia (1908). Nel libro, Lanza pone un interessante punto di divergenza tra Kafka e gli altri suoi colleghi, anch’essi scrittori e assicuratori, come Balzac, Eliot, Dickens, Bukowski, Maupassant, Montale, Saba, Svevo, per citarne solo alcuni. Mentre quest’ultimi, infatti, svolgevano il loro mestiere di impiegati superficialmente, considerando l’impiego soltanto una mera forma di sostentamento materiale, Kafka invece era un “impiegato modello”. Sebbene la vocazione a lui più congeniale fosse ovviamente la scrittura, tuttavia svolgeva la sua professione di assicuratore con scrupolosa dedizione. Questo è il motivo cruciale che ha indotto Lanza a scrivere questo libro davvero interessante su un Kafka poco conosciuto. Se tanti altri, sostiene con fermezza Lanza, nell’odierno periodo critico per il mondo del lavoro, svolgessero la professione che non hanno potuto scegliere, ma che gli è stata imposta per necessità, con altrettanto senso del rigore, risolveremo forse una delle questioni più allarmanti (LEGGI ANCHE: CESARE LANZA CI RACCONTA IL KAFKA ASSICURATORE IN VISTA DELLA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO).

Quanti anni mi dai? I miei segreti per essere bella sempre di Barbara D’Urso (Mondadori)

In libreriaLa signora del pomeriggio di Canale 5, timoniera di due programmi di elevato successo come Pomeriggio 5 e Domenica Live, Barbara D’Urso, nome d’arte di Maria Carmela D’Urso, regala al pubblico femminile, che la segue sempre con grande affetto, un libro appena uscito nelle librerie dal 10 maggio ed edito da Mondadori, Quanti anni mi dai?. La D’Urso, che rivela apertamente la sua età, più di 50 anni portati con una forma fisica smagliante, fornisce alle lettrici nel suo nuovo libro una serie di consigli di bellezza, utili per tutte quelle donne che desiderano sentirsi in forma e con qualche anno in meno nell’apparenza. Per questo, nel libro troveranno, oltre che un prontuario di consigli pratici per avere capelli e pelle al top, un’agenda nella quale, giorno per giorno, vengono elencate le varie azioni di routine da compiere per avere sempre un aspetto fisico invidiabile. Questo libro, oltre che un manuale di bellezza, è anche e soprattutto una beauty-biografia, dal momento che la D’Urso svela anche i propri segreti di bellezza. Ad esempio rivela la sua preferenza per cosmetici domestici, che possono essere preparati da sè nelle proprie cucine: “Io utilizzo esclusivamente prodotti naturali e senza profumazioni; me li preparo anche personalmente con una serie di ingredienti presi in prestito dalla cucina”. Per la D’Urso la bellezza non è solo prerogativa di chi ha soldi e tempo da investire, in quanto, come lei stessa afferma: “Sentirsi in ordine e carine, è molto più semplice di quanto si possa pensare e non è questione di tempo o di portafogli, ma di accorgimenti e strategie mirate”. Inoltre la conduttrice sostiene con convinzione che l’ingrediente di bellezza più importante fra tutti è sicuramente uno: il sorriso.

Nero catrame di Edoardo Maspero (Gremese)

In libreriaNero catrame è il romanzo di esordio di un giovanissimo autore, appena ventunenne, studente di lettere moderne presso l’Università degli Studi di Milano, che verrà presentato come giovane rivelazione della narrativa milanese nella nuova edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Nel libro Edoardo Maspero racconta, non la Milano della grande ed industriale metropoli, sempre visibile a tutti, ma la Milano notturna, delle discoteche, dei luoghi annullati sotto una pesante coltre di nero catrame. In questa sostanza terribilmente vischiosa, risultano irrimediabilmente invischiate molte cose: prostituzione, cocaina, aperitivi, parole vacue, violenze insensate… Il nero catrame di questa ambientazione basata sull’artificiosa ed effimera apparenza rispecchia poi il nero catrame che avvolge il mondo interiore di Adam, il protagonista. Lontano dal cinismo spietato dei suoi compagni, Adam affronta questa vita, rifugiandosi in uno stato perenne di apatia. Questo personaggio, costruito quasi come uno di quelli de Gli Indifferenti di Moravia, votati all’inettitudine nei confronti di un mondo borghese al quale sentono di non appartenere, vive ai margini di questo mondo ipocrita, reiterando gesti e azioni in modo meccanico, avendo scelto di non agire, per sentirsi estraneo ad un sistema che viene naturale aborrire.

Passo d’uomo di Francesco De Gregori con Antonio Gnoli (Edizioni Laterza)

In libreriaRecentemente pubblicato, Passo d’uomo è il libro-intervista nel quale, per la prima volta, il noto cantautore Francesco De Gregori racconta le tappe più importanti della sua vita privata tra ricordi, emozioni e riflessioni. Leggere questo libro aiuta senz’altro a comprendere meglio l’universo poetico ed esistenziale che si cela dietro la sua bellissima musica. Emergono così, nei suoi dialoghi con il giornalista Antonio Gnoli, incredibili racconti sul suo vissuto. Dalla famiglia alla formazione, dalla brillante carriera alle esperienze indimenticabili come il viaggio in America, l’itinerario esistenziale del cantautore viene seguito in tutte le sue tappe. Alla componente biografica se ne affianca un’altra, ancora più interessante, quella concettuale. Molte sono le profonde riflessioni di De Gregori sulla politica, l’arte, la bellezza, il tempo e la religione. L’universo biografico e riflessivo si completa infine con costanti agganci alla realtà storica, sia quella attuale sia quella pregressa. Molto interessante è ad esempio l’ultimo capitolo in cui De Gregori racconta la storia dello zio, di cui lui porta lo stesso nome. Comandante delle formazioni partigiane bianche, ucciso dai partigiani comunisti in Friuli, in pieno clima Seconda guerra mondiale, lo zio diventa per il nipote motivo esemplare di orgoglio: “So con sicurezza che sono orgoglioso di lui e fiero e felice di portare il suo nome”.

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(LEGGI ANCHE: UN LIBRO SUL COMODINO DI FEDERICO MOCCIA)

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