Greta Sole De Todaro, alla volontaria in carrozzina il titolo di “Cavaliere”

Nel novembre scorso Greta Sole De Todaro, trentunenne in carrozzina che, come volontaria-clown in corsia, porta già da un anno una ventata di spensieratezza nel reparto pediatrico del Niguarda di Milano, è stata insignita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del titolo di “Cavaliere” dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. I primi giorni di febbraio Greta Sole, lo splendido “Clown Girasole” tanto amato dai piccoli malati, riceverà ufficialmente il suo diploma di “Cavaliere” direttamente dalle mani del Presidente Mattarella durante una cerimonia che si terrà a Palazzo del Quirinale.

Può già fregiarsi del titolo di “Cavaliere” Greta Sole De Todaro, visto che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha insignita proprio con il titolo di “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” nel novembre 2017. Ma la trentunenne milanese volontaria in carrozzina i primi di febbraio verrà ricevuta al Quirinale dal Capo dello Stato che le consegnerà ufficialmente il diploma del titolo onorifico durante una cerimonia in cui verranno premiati quegli “eroi moderni” che si sono distinti per la loro grande attitudine ad aiutare gli altri.

Greta Sole da tanti anni è costretta sulla sedia a rotelle per una malattia che non le permette di camminare con le proprie gambe: di fronte alla sua immensa energia, all’ottimismo che dimostra quotidianamente e all’innata allegria, il fatto che non possa stare in piedi alla fine è solo un piccolo dettaglio. Perché non c’è bisogno degli arti inferiori per far tornare gli altri a sorridere. E lei lo fa tutti i giorni quando, come volontaria dell’associazione “Teniamoci per mano”, presta servizio presso il reparto di pediatria dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano.

Poco più di un anno fa, dopo un corso di formazione, è entrata a far parte di questi “clown nelle corsie” che riescono a far stare meglio, divertendoli, i piccoli malati e fargli riacquistare un po’ di fiducia nel futuro. Greta Sole, avendo in passato trascorso tanto tempo in ospedale, sa benissimo di cosa abbiano bisogno le persone che per un lungo tempo perdono il calore della propria casa, delle proprie cose, della famiglia. Per questo si applica al massimo per portare a tutti loro, dai più piccoli ai più grandi, un po’ di spensieratezza. Ora per i piccoli malati Greta Sole De Todaro è il “clown Girasole”, che sa farli ridere anche quando nessuno se lo aspetterebbe.

“Bisogna pensare che in una situazione di ricovero medio-lunga, o anche temporanea, in ospedale”, spiega Greta Sole De Todaro con una serenità che tocca il cuore, “il bambino viene spogliato della sua dignità soprattutto psicologica perché il piccolo, che è abituato ad avere una vitalità notevole che esprime attraverso il gioco, la visione dei cartoni animali, l’ascolto delle fiabe, non lo può fare più come prima. Se viene messo in comunicazione con un clown, una persona vitale che esula dall’ambiente medico e che gli fa capire che non è lì per fargli le iniezioni ma per farlo volare con la fantasia, si sente meglio, riprende fiducia nel presente e nel futuro”.

Come riesci a interagire con bambini diversi tra di loro per carattere, per età e anche per patologia?

“Cerco di assumere il più possibile l’aspetto di un personaggio che esula dal contesto ospedaliero anche se c’è un filo sottile con la struttura. Sono vestita infatti con il camice ma ho dei grossi occhiali, le orecchie da gattino, il naso rosso. Sono una persona con cui il paziente, se vuole, può sviluppare un legame diretto. Talvolta questo succede anche se il piccolo interlocutore in quel momento non ha voglia d condividere nulla. Perché non è detto che la relazione che si instaura sia solo verbale”.

Cosa ti dicono i bambini a cui vai a fare visita?

“Tante tante cose. Ma ce n’è una che mi ricordo in particolare accaduta l’anno scorso a novembre. In quell’occasione mi si è avvicinato un bambino che avrà avuto cinque o sei anni, ha guardato senza ombra di diffidenza la mia sedia a rotelle e mi ha detto: “Se mi prendi in braccio io mi sento volare”. Da quel momento per lui sono diventata il clown che ha le “ali sulle ruote”. E’ stata una delle prime affermazioni, assolutamente naturale e spontanea, di un piccolino e la cosa mi ha regalato una grande gioia interiore”.

Come ti poni nei loro confronti?

“Come un clown che cerca di togliergli la paura degli strumenti classici del medico. Infatti le persone, oltre al dolore, provano “la paura del dolore”, che è altrettanto angosciante. Quando entro in corsia, lo faccio portando al collo un fonendoscopio colorato: poi ci invento su delle storie in modo da far capire, anche i più piccoli, che quella “cosa” che portano i medici con loro non fa male. Con la siringa è più difficile perché effettivamente fa un po’ male, ma io cerco di “prepararli” per fare sentire loro solo “il pizzico” dell’ago e non anche tutta la paura della puntura”.

Avere a che fare con bambini che rischiano la vita per malattie di vario genere non dev’essere facile.

“No. Ma ti devi convincere a non pensare a quello che il bambino dovrà affrontare ma solo a regalargli dieci minuti di spensieratezza. Mi ricordo che ho avuto un’esperienza di un piccolino di una mamma non italiana che è stato dentro 18 mesi. Un giorno avevo un’influenza allo stadio iniziale con i dolori e tutti i classici e fastidiosi sintomi e non riuscivo ad alzarmi dal letto. Non so come mi sia venuta la forza di andare in corsia ma sapevo che dovevo farlo per regalare a lui un po’ di gioia e dare il cambio a quella mamma che, nei dieci-venti minuti in cui ero là, poteva allontanarsi dal suo capezzale, prendere un caffè e respirare una boccata d’aria fresca per tornare accanto a lui rigenerata.

Sei il primo soccorritore in carrozzina al pronto soccorso con attestato. Come ci sei arrivata?

“Ci tenevo moltissimo. Ho chiesto all’associazione “Teniamoci per mano” di poter far parte dei loro volontari e loro sono stati deliziosi. Sono stati i primi a credere che la disabilità non fosse un limite e hanno risposto alla mia chiamata. Se ho ricevuto l’immenso onore di questo titolo da parte del Presidente della Repubblica, molto del merito va anche a loro. “Teniamoci per mano” mi ha dato il modo di offrire agli altri quello che io avevo avuto in prima persona durante la permanenza in ospedale per il mio problema. L’associazione mi ha sempre sostenuto ed è bello sapere che ci sono”.

Progetti futuri?

“Sto facendo il corso per diventare volontaria in corsia di Croce Rossa. Mi sto impegnando per proseguire su questa strada che mi dà tanta gioia”.

Così come “Clown Girasole” né da tanta agli altri.

Photo Credits: Ufficio Stampa “Teniamoci per mano” e Greta Sole De Todaro

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