Stupri di Firenze, interrogato il secondo carabiniere accusato della violenza

Si è svolto oggi 12 settembre l’interrogatorio del secondo carabiniere del nucleo radiomobile di Firenze indagato per il presunto stupro delle due studentesse americane. Una testimonianza che potrebbe risultare decisiva per ricostruire il caso, uno scandalo che sta facendo tremare l’Arma.

Questo perché un primo militare si era già presentato in modo spontaneo in Procura per ammettere il rapporto sessuale ma negare di aver usato violenza. La notizia è riportata da Repubblica online in un articolo a firma di Luca Serranò. Diffusi e già pubblicati su alcuni giornali i nomi dei due indagati: si tratta dell’appuntato scelto Marco Camuffo, 46 anni, residente a Vaiano (Prato), sposato con tre figli, e del carabiniere scelto Pietro Costa, 32 anni, sempre secondo quanto riporta Repubblica online.

È stato appunto il Costa a essere ascoltato dai magistrati per circa un’ora in procura, oggi a Firenze. Il militare si è presentato spontaneamente dal pm Ornella Galeotti, lo stesso magistrato che si occupa dell’inchiesta e da cui era andato nei giorni scorsi, per dare la sua versione dei fatti, il collega co-indagato nella stessa vicenda, Marco Camuffo. Le indagini della squadra mobile di Firenze, guidata da Giacinto Profazio continuano adesso per ultimare la ricostruzione di quei drammatici momenti, quei 20 minuti (come accertato dalle analisi delle immagini delle telecamere) in cui la pattuglia è rimasta dentro il palazzo di Borgo Santi Apostoli con le due giovani studentesse.

Il quarantenne ha ammesso davanti ai magistrati di aver avuto un rapporto sessuale con una delle due ragazze, ma sostiene che la giovane fosse consenziente. Sostiene di non aver visto l’altro collega appartato con l’amica e di non sapere niente di quello che può essere accaduto. Le ragazze avevano bevuto molto, una è anche risultata positiva all’hashish. I controlli medici diranno il grado di ubriachezza e da lì ne potrebbe discendere anche un’aggravante per i militari che potrebbero aver approfittato di persone che non erano in grado di intendere e di difendersi. È in arrivo intanto a Firenze la madre di una delle due ragazze.

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Photo credits: Twitter, Facebook

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