Berlusconi vuole Marchionne premier. Ecco i piani segreti di Silvio

A dimostrazione che l’ex Cavaliere è sempre più convinto di potere vincere le prossime elezioni politiche generali in Italia (primavera 2018, salvo contrordini), arriva la notizia, data in esclusiva da Renato Farina su Libero in edicola venerdì 7 luglio, che Sergio Marchionne è il premier designato da Silvio Berlusconi.

Nelle intenzioni, per ora. Berlusconi ne avrebbe parlato di fronte a commensali come Gianni Letta, Licia Ronzulli e Vittorio Feltri nel corso di una cena nella sua storica residenza romana di Palazzo Grazioli due giorni fa, mercoledì 5 luglio. Ma perché proprio Sergio Marchionne, l’amministratore delegato della Fca, la ex Fiat a cui proprio lui ha cambiato radicalmente volto e nome portandola fuori dall’Italia? Il manager italo-canadese ha fatto sapere che per la fine del 2018 lascerà l’azienda di casa Agnelli. Si libera, insomma. E non è un tipo facilmente etichettabile: amato e odiato, osannato e contestato, è apparso persino ondivago: prima entusiasta di Obama e ora di Trump, in un rapporto di alti e bassi con Matteo Renzi quando quest’ultimo era premier.

Tuttavia fra gli aspetti di Marchionne che più colpiscono Berlusconi ci sono i numeri del suo curriculum imprenditoriale: nel 2004, prese le redini della Fiat che aveva 2 miliardi di euro di rosso in bilancio e un fatturato di 49 miliardi; nel 2016, lo scorso anno, la nuova Fca, rilanciato all’estero, specie negli Stati Uniti, vantava un bilancio in cui gli utili netti sono a 1,8 miliardi per 111 miliardi di fatturato. Con quale programma il Marchionne “berlusconizzato” dovrebbe governare? È presto detto: Silvio vuole una flat tax al 20%, pensioni minime da 1000 euro alle casalinghe, via il bollo auto a utilitarie e macchine a uso di lavoro.

Si era già parlato della lista di nuovi volti giovani e promettenti che il patron di Forza Italia intende lanciare come candidati al Parlamento per rinnovare contenuti e immagine del suo partito – da Elisa Serafini, 28enne genovese, a Federica De Benedetto, leccese da 20 mila voti alle Europee, ad Andrea Romizi, sindaco di Perugia. Adesso però Silvio pianifica il candidato premier. E lo ha già individuato. Salvo l’intesa con la Lega di Matteo Salvini: un obiettivo alla portata dell’ex Cav. Ma non semplice da raggiungere.

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