Psicosi Blue Whale: ecco le bufale su Whatsapp, Facebook e Twitter [VIDEO]

Nuovo allarme in rete e sui social riguardo al Blue Whale – balena blu – il perverso “gioco” che in alcuni casi porterebbe al suicidio i teenager che ne cadono vittime, sviluppatosi sui social media russi e poi dilagato in mezzo mondo. È sempre più difficile distinguere la realtà dalla finzione, il falso dal vero, le informazioni corrette dalle bufale. È ciò che in parte documenta il servizio video che vi proponiamo della trasmissione Chi l’ha visto?

Il cronista del programma condotto da Federica Sciarelli ha scoperto false notizie e falsi profili social, su Twitter in particolare, in cui si parla della partecipazione al Blu Whale; falsi numeri di telefono che circolano su Whatsapp a mò di “catena di Sant’Antonio” accompagnati da messaggi che invitano a non rispondere per evitare di cadere nel gorgo infernale del Blue Whale; ignari centri commerciali i cui riferimenti telefonici vengono indicati come quelli di “curatori” del perverso “gioco”…

Dopo un primo momento in cui, nel mese di maggio scorso, in Italia l’attenzione al fenomeno era mediaticamente esplosa grazie al servizio delle Iene, a firma di Matteo Viviani, ha cominciato a diffondersi la convinzione che i casi di vero e proprio Blue Whale non fossero né facilmente identificabili né sempre ascrivibili a dei “curatori” online che, come burattinai, manovrano a distanza adolescenti fragili. Piuttosto che in molti casi si verifichino dei tentativi di emulazione, e si diffondano a volte vere e proprie fake news in proposito.

A questo sembra aver contribuito, involontariamente, lo stesso ormai celebre servizio delle Iene che, per ammissione dello stesso Viviani, era parzialmente scorretto dal punto di vista giornalistico (il cronista confessò di non aver fatto tutte le verifiche del caso su alcuni video di interviste in Russia inserite nel pezzo che, commissionate a operatori russi, si erano rivelate in realtà fasulle). Nulla toglie tuttavia alla gravità della situazione: il Blue Whale esiste e, anche se è difficile da individuare in rete, non sono pochi i ragazzi che realmente, o per emulazione ne cadono vittime. Riassumiamo di seguito le regole che la Polizia di Stato indica ai genitori per sottrarre i giovanissimi al “gioco”:

PER I GENITORI

Aumentate il dialogo sui temi della sicurezza in rete: parlate con i ragazzi di quello che i media dicono e cercate di far esprimere loro un’opinione su questo fenomeno.

Prestate attenzione a cambiamenti repentini di rendimento scolastico, socializzazione, ritmo sonno-veglia: alcuni passi prevedono di autoinfliggersi ferite, di svegliarsi alle 4:20 del mattino per vedere video horror, ascoltare musica triste.

• Se avete il sospetto che vostro figlio frequenti spazi web sulla Balena Blu (Blue Whale) parlatene senza esprimere giudizi, senza drammatizzare né sminuire: può capitare che quello che agli adulti sembra ‘roba da ragazzi’ per i ragazzi sia determinante.

• Se vostro figlio/a vi racconta che c’è un compagno/a che partecipa alla sfida Balena Blue (Blue-Whale), non esitate a comunicarlo ai genitori del ragazzo se avete un rapporto confidenziale o alla scuola se non conoscete la famiglia; se non siete in grado di identificare con certezza il ragazzo/a in pericolo, recatevi presso un ufficio di Polizia o segnalate i fatti a:

www.commissariatodips.it

www.facebook.com/commissariatodips

www.facebook.com/unavitadasocial

Psicosi Blue Whale: su Whatsapp, Facebook e Twitter falsi allarmi, bufale e fake news [VIDEO]

GUARDA IL VIDEO: I RAGAZZI E IL BLUE WHALE, NUOVI CASI IN ITALIA. I CONSIGLI DELLA POLIZIA AI GENITORI

Photo credits: Twitter, Facebook; video credits: Facebook / Chi l’ha visto?

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