Un libro sul comodino di Maria Concetta Mattei

Conduttrice del Tg2 e di Tg2 Dossier Storie, Maria Concetta Mattei è uno dei volti televisivi più noti in Italia. Una cronista di razza e di lungo corso. Per la quale i libri sono irrinunciabili. E il comodino deve essere…capiente 

Non a caso è lei la mente e la curatrice di Tg2 Dossier Storie, la rubrica televisiva settimanale in onda il sabato sera su Rai Due. Le cronache nascoste di vita quotidiana sono la sua passione. Spesso fuori dal tam tam delle notizie urlate in Tv come sui social, ma che una giornalista di razza come lei vuole offrire al pubblico per porgere uno sguardo diverso, più profondo, sulla realtà italiana. È così che Maria Concetta Mattei, una delle croniste più note nel nostro Paese, lavora ogni giorno.

Facile dire: la conosciamo perché conduce in video il Tg2. Spesso guardando di qua dallo schermo i cosiddetti “mezzi busti” televisivi molti non percepiscono il livello di professionalità e preparazione che c’è dietro. E neppure ciò che ti può accadere se hai avuto un direttore che ha fatto un pezzo di storia della Rai come Alberto La Volpe. “All’inizio della mia carriera gli chiesi di poter continuare a lavorare dal mio Trentino – racconta a Velvet Mag Maria Concetta Mattei – mi assicurò che mi avrebbe dato il distacco, fu molto gentile…Ma mi voleva comunque a Roma, e a un certo punto mi mise davanti al fatto compiuto…Beh devo anche a lui se posso vivere e lavorare nella Capitale che ormai è la mia città”.

Un libro sul comodino di Maria Concetta Mattei

Alberto La Volpe è scomparso il 16 maggio scorso. E Maria Concetta ama ricordarlo con noi anche per un suo libro, non per nulla fra “quelli che tengo sul comodino”. Si tratta di Rai 643111. Il taccunino di un giornalista lottizzato. Sei democristiani, quattro comunisti, tre socialisti, un repubblicano, un liberale, un socialdemocratico. La Rai della Prima Repubblica, sperimentata a lungo da La Volpe, in cui il mitico “manuale Cencelli” non era una battuta. Ma lo schema ferreo per spartire incarichi, potere, poltrone, denari. Un mondo lontano? No: un mondo italiano.

Le letture di Maria Concetta Mattei sono legate alla professione. Libri letti, studiati, sudati. Come quella volta in cui condusse un incontro dedicato a un libro di Hans Kung, il decano dei teologi cattolici riformatori sulla scia del Concilio Vaticano II. Si parla di Credo, uno dei volumi-manifesto della visione della fede cristiana, spesso profondamente critica con la Chiesa istituzione e il Papato in particolare, del professore svizzero di Tubinga. “Mi affascina il personaggio Kung e il suo libro lo avevo divorato – spiega Mattei – per essere preparata nel confronto con lui me l’ero sottolineato  e annotato…lui se ne accorse…era felice, non se lo aspettava”.

Le religioni, e il confronto delle dottrine metafisiche con i problemi sociali del mondo contemporaneo, sono un tema forte per la caporedattore del Tg2. “Il tema di questo confronto si trova anche ne Il musulmano e l’agnostico, di Tariq Ramadan e Riccardo Mazzeo, – racconta – un bel libro che consiglio perché ci aiuta a comprendere il complesso mondo islamico, le cui frange violente sono soltanto una piccola parte e non la più importante”.

Un libro sul comodino di Maria Concetta Mattei

 

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