Omicidio Yara Gambirasio, pronta la strategia della difesa di Massimo Bossetti

Il 30 giugno 2017 si terrà il processo d’appello per Massimo Bossetti, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Quali saranno le contromosse della difesa?

Si avvicina il giorno del processo d’appello per Massimo Giuseppe Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni di Brembate di Sopra scomparsa il 26 novembre 2010. Il 30 giugno 2017 Bossetti dovrà presentarsi nuovamente davanti alla corte. I difensori del muratore di Mapello stanno cercando di dimostrare la tesi innocentista, puntando principalmente sulla presenza di un secondo uomo. Inoltre, la difesa ha parlato a lungo della possibilità di Massimo Bossetti di avere un fratellastro a cui sarebbe imputabile il DNA dell’Ignoto 1. L’argomento verrà approfondito nella sera del 19 maggio 2017 dalla trasmissione Quarto Grado.

La tesi del DNA dell’ignoto 1 su cui punta la difesa è in contrasto con quanto evidenziato dall’accusa durante tutte le fasi processuali e che hanno permesso di evidenziare un 99,9% di compatibilità fra i geni di Massimo Bossetti e quelli trovati sugli indumenti di Yara Gambirasio. Questa strategia era già stata portata durante il primo grado di giudizio, conclusosi con la condanna all’ergastolo per Bossetti. Gli avvocati della difesa puntano quindi a screditare la prova definita “regina” in mano all’accusa.

Il caso ha assunto negli anni una grande rilevanza mediatica, oltre che per la giovane età della vittima per i misteri celati dietro la sua morte: come le circostanze del ritrovamento del corpo e le complesse modalità per l’individuazione dell’omicida. Il primo luglio 2016 si è concluso il primo procedimento giudiziario con la condanna all’ergastolo per Massimo Giuseppe Bossetti, riconosciuto come unico colpevole. Sono ancora da verificare i particolari emersi nelle ultime settimane riguardati i calzini sporchi di sangue di Yara Gambirasio, che indossava al momento del ritrovamento. Un particolare che confermerebbe quanto ipotizzato sulla morte della ragazza: la vittima potrebbe essere stata uccisa altrove, forse vestita e rivestita per poi essere abbandonata in un campo. Come risponderà l’accusa al processo in appello è un mistero.

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