Omicidio Yara Gambirasio: i ritrovamenti che avvolgono nel mistero la sua morte

Nuovi retroscena sull’omicidio di Yara Gambirasio. La difesa di Massimo Bossetti al processo d’Appello punterà sui misteri che avvolgono il caso.

Si torna a parlare dell’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni di Brembate di Sopra uccisa il 26 novembre 2010. Secondo gli investigatori, Massimo Giuseppe Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo, ha provato a violentare la ragazza per poi ferirla gravemente. Secondo alcune indiscrezioni riportate dal settimanale Oggi, in edicola dal 11 maggio 2017, vi sono novità clamorose in merito alla vicenda. Nell’articolo si fa inizialmente riferimento all’elicotterista della Protezione Civile, Iro Rovedatti, che per tre mesi sorvolò le campagne di Chignolo alla ricerca della giovane. In un’intervista Rovedatti ha dichiarato che per lui il corpo della ragazza, nei mesi della scomparsa, non si trovava nel luogo in cui è stato ritrovato: “Se ci fosse stata non mi sarebbe sfuggita“.

Nel settimanale si parla anche di un altro mistero riguardante l’omicidio di Yara Gambirasio: i calzini con macchie bruno-rossastre. In seguito alle analisi di laboratorio, effettuate dal Ris di Parma, è emerso che entrambi i calzini della giovane erano sporchi con il suo stesso sangue. Come mai sono state rivenute queste tracce nonostante Yara indossasse le scarpe? Forse le sneakers sono state calzate in un secondo momento? Le macchie non state ritrovate in prossimità dell’elastico del calzino ma sulla pianta del piede. Yara ha forse percorso un tratto a piedi mentre era scalza? Secondo la difesa di Massimo Bossetti, il corpo della ragazza è stato abbandonato nel campo di Chignolo, poco prima del ritrovamento, e Yara ha compiuto un tratto a piedi nudi in un luogo coperto.

La difesa di Massimo Giuseppe Bossetti al processo d’Appello, per la condanna del muratore, farà richiesta di una nuova ispezione e di un’ulteriore analisi sui reperti riguardanti l’omicidio. L’intenzione sarà poi quella di chiedere una perizia, in quanto i legali di Bossetti non hanno mai potuto prendere visione degli indumenti indossati dalla vittima.

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