Politica

Luca Lotti, il Senato boccia la mozione di sfiducia: 161 “no” e 52 “sì”

Luca Lotti, il Senato al voto sulla mozione di sfiducia

Al Senato il dibattito e poi il voto sulla sfiducia a Luca Lotti, braccio destro di Matteo Renzi: il ministro è indagato per rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento nell'inchiesta su corruzione e appalti in Consip

+++ AGGIORNAMENTO Ore 20:25 - L'Aula del Senato boccia la mozione di sfiducia presentata dal M5S contro il ministro dello Sport Luca Lotti coinvolto nell'inchiesta Consip. I no alla mozione sono stati 161, i sì 52 e due gli astenuti: Luis Alberto Orellana (Aut) e Lorenzo Battista (Aut). Presenti 219, votanti 215. Hanno votato no anche i senatori di Ala e i tre esponenti tosiani di "Fare!" +++

"Ho fiducia nel sistema giudiziario e sono certo della verità, vorrei che l'accertamento fosse più rapido, ma ho imparato ad avere pazienza, a sapere che il tempo è galantuomo, accetto le strumentalizzazioni a testa alta e a viso aperto: a chi sputa sentenza dico 'vi aspettiamo in tribunale'". Così il ministro Luca Lotti in Senato, dove mercoledì 15 gennaio si è svolto dibattito sulla sfiducia nei suoi confronti, promossa da una mozione del Cinque Stelle. Come è noto il titolare dello Sport nel Governo Gentiloni è sotto inchiesta per favoreggiamento e rivelazione di segreto nel caso Consip. I Cinque stelle vanno all'attacco, accusando Matteo Renzi di una "doppia morale" per salvare il suo braccio destro. Il Pd ribalta l'accusa: il M5s è "garantista a giorni alterni".

"MAI SPIFFERATO SEGRETI..."

"I fatti sono chiari. Non ho mai avvisato l'ingegner Marroni né nessun altro di un'indagine su Consip né gli ho mai passato alcune informazione di indagine - ha aggiunto Lotti - Sostenerlo significa incorrere nel reato di calunnia. Questa presunta rivela rivelazione non c'è mai stata". "Non sono mai venuto meno al giuramento di servire l'Italia con disciplina e onore, chi mi conosce sa che è la verità, forse difendersi dalle strumentalizzazione fa parte delle regole di un gioco forse barbaro ma noi respingiamo l'idea di fare di un'Aula una gogna mediatica senza uno straccio di prova», ha spiegato ancora Lotti.

GLI EX DEM: "SOSPENDERE LE DELEGHE"

Il fronte più caldo è però quello che vede contrapposti i Dem agli ex compagni di partito di Mdp (gli scissionisti di sinistra). Non solo, infatti, hanno presentato una mozione per chiedere la sospensione del ministro, ma nel giorno in cui è stata fissata la data del referendum sui voucher, danno "ultimatum" al governo. Ma così, avverte il Pd, rischiano di farlo cadere. In Aula a difesa di Lotti Andrea Marcucci e Daniele Borioli e poi, in dichiarazioni di voto, Luigi Zanda.

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Photo credits: Twitter

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